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	<title>Gloom, Light</title>
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	<description>Fragments of deep thoughts, light quanta beyond the darkness.</description>
	<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 15:52:59 +0000</pubDate>
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		<title>Memoria</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 16:37:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Per non dimenticare l&#8217;Olocausto.
Per non dimenticare come siano stati raggiunti gli apici della crudeltà e della spietatezza umana. Per non dimenticare la discriminazione razziale che venne messa in atto, per non dimenticare che le persone di un intero popolo, oltre che tantissime appartenenti ad altre minoranze, vennero considerate e trattate come degli esseri inferiori, non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per non dimenticare l&#8217;Olocausto.</p>
<p>Per non dimenticare come siano stati raggiunti gli apici della crudeltà e della spietatezza umana. Per non dimenticare la discriminazione razziale che venne messa in atto, per non dimenticare che le persone di un intero popolo, oltre che tantissime appartenenti ad altre minoranze, vennero considerate e trattate come degli esseri inferiori, non umani. È questo che, al di là dei numeri, rende così singolare tale abominio. </p>
<p>Per non dimenticare la banalità orribile della macchina di morte nazista.</p>
<p><em>28/01/09</em>: Per non dimenticare che le vittime non furono solo gli ebrei, ma anche gli omosessuali, i disabili, gli zingari, i testimoni di geova, i pentecostali, gli oppositori politici e altre minoranze: tutti considerati &#8220;Untermensch&#8221;, meno che umani. (<em>Grazie a J_B per aver sottolineato la mia dimenticanza</em>).</p>
<p>Per non dimenticare che i colpevoli non furono solo Hitler e un ristretto numero di gerarchi. Furono anche tantissimi soldati graduati o meno, persone comuni con famiglie comuni. Non comune, inaudita, ci sembra la crudeltà di uomini capaci di uccidere a sangue freddo persone inermi, civili, anziani, donne, bambini. Non ci sembra umana, o forse vorremmo che umana non lo fosse stata.</p>
<p>Per non dimenticare che, al di là dell&#8217;Olocausto, è stato versato il sangue di moltissimi italiani. Le deportazioni e gli eccidi che subirono i soldati italiani dopo l&#8217;armistizio, le migliaia di civili, per lo più anziani, donne e bambini barbaramente uccisi nelle rappresaglie messe in atto dalle SS e dall&#8217;esercito tedesco.  </p>
<p>Ma anche per non dimenticare, noi italiani, che i colpevoli non furono solo gli altri. Non furono solo i nazisti, le SS, la Wehrmacht. I colpevoli furono anche italiani: coloro che sostennero o misero in atto la promulgazione delle leggi razziali, coloro che parteciparono ai rastrellamenti nei confronti degli ebrei, coloro che collaboravano con le SS.   </p>
<p>Per non dimenticare anche tutti i crimini di guerra compiuti dalle forze alleate. Per non dimenticare i crimini di guerra compiuti da chi aveva militato nella Resistenza per poi seguire folli aspirazioni. In merito a ciò mi sento di citare Italo Calvino:</p>
<blockquote><p>
[...] ci sarà invece chi continuerà col suo furore anonimo, ritornato individualista, e perciò sterile: cadrà nella delinquenza, la grande macchina dai furori perduti, dimenticherà che la storia gli ha camminato al fianco, un giorno ha respirato attraverso i suoi denti serrati. Gli ex fascisti diranno: i partigiani! Ve lo dicevo io! Io l&#8217;ho capito subito! E non avranno capito niente, né prima, né dopo.
</p></blockquote>
<p>Per non dimenticare che nonostante tutto ciò (e le vittime dei bombardamenti sono state numerosissime), c&#8217;è stata una parte giusta e una parte sbagliata, soprattutto e nella maniera più assoluta dopo l&#8217;8 settembre 1943. L&#8217;odio razziale, i rastrellamenti, le rappresaglie, le stragi e la violenza facevano parte del sistema nazifascista.  </p>
<p>Per non dimenticare gli altri stermini perpetrati per motivi etnici e/o religiosi, ad esempio quello attuato dai turchi nei confronti degli armeni. Per non dimenticare i massacri delle foibe e le loro vittime, oltre alla triste accoglienza che gli esuli ricevettero in Italia. </p>
<p>Per non dimenticare che, ancora oggi, migliaia di persone muoiono ogni giorno a causa dei terribili e sanguinosi conflitti militari e civili che affliggono il mondo. Per non dimenticare le numerosissime morti per malattia e per fame nei paesi poveri. Non vediamo bollettini di tutto ciò ai telegiornali, ma se ci fossero riporterebbero decine di migliaia di vittime ogni giorno.</p>
<p>Per <strong>ricordare</strong> che ogni singola vittima aveva una vita, aveva vissuto esperienze, aveva una propria storia personale. Forse è questo che, di fronte all&#8217;enormità del massacro, più si tende a dimenticare. </p>
<p><em>Volevo ricordare tutto ciò che andrebbe ricordato, perché si ricordi, e perché proprio nel gesto del ricordo non si dimentichi qualcosa. Spero che il risultato sia buono e non banale.</em></p>
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		<title>Altruismo?</title>
		<link>http://light.mindpulse.org/2008/11/18/altruismo/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 20:56:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Shadows]]></category>

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		<description><![CDATA[Il trovare soddisfazione, forse felicità (ma è una parola da usare con parsimonia), nell&#8217;essere d&#8217;aiuto a coloro che ci stanno intorno va considerato altruismo? Dopotutto se non ci desse soddisfazione lo faremmo? E se non ci desse soddisfazione cosa significherebbe?
Ma soprattutto, ha davvero importanza tutto ciò?
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il trovare soddisfazione, forse felicità (ma è una parola da usare con parsimonia), nell&#8217;essere d&#8217;aiuto a coloro che ci stanno intorno va considerato altruismo? Dopotutto se non ci desse soddisfazione lo faremmo? E se non ci desse soddisfazione cosa significherebbe?</p>
<p><em>Ma soprattutto, ha davvero importanza tutto ciò?</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dieci domande alle quali la scienza non può (ancora) rispondere</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 20:34:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Michael Hanlon]]></category>

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		<description><![CDATA[
Le cose che non sappiamo sono moltissime. Ve ne presento dieci, ma ce ne sono centinaia. La scienza ha il compito di trovare le risposte, e senza dubbio le troverà. L&#8217;unico &#8220;problema&#8221; è che a quel punto i picchi dell&#8217;ignoto saranno alti e distanti esattamente come quando pensavamo che mancasse solo un passo alla fine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>
Le cose che non sappiamo sono moltissime. Ve ne presento dieci, ma ce ne sono centinaia. La scienza ha il compito di trovare le risposte, e senza dubbio le troverà. L&#8217;unico &#8220;problema&#8221; è che a quel punto i picchi dell&#8217;ignoto saranno alti e distanti esattamente come quando pensavamo che mancasse solo un passo alla fine della salita.
</p></blockquote>
<p>Michael Hanlon. <em>Dieci domande alle quali la scienza non può ancora rispondere</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il velo di Einstein</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 20:31:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Anton Zeilinger]]></category>

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		<description><![CDATA[
Non ha senso parlare di cose di cui non abbiamo prove dirette.
Dice Bohr: «Nessun fenomeno è un fenomeno finché non è un fenomeno osservato».
Senza l&#8217;osservazione, quindi, i fenomeni non esistono.

Anton Zeilinger. Il velo di Einstein. Il nuovo mondo della fisica quantistica.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>
Non ha senso parlare di cose di cui non abbiamo prove dirette.<br />
Dice Bohr: «Nessun fenomeno è un fenomeno finché non è un fenomeno osservato».<br />
Senza l&#8217;osservazione, quindi, i fenomeni non esistono.
</p></blockquote>
<p>Anton Zeilinger. <em>Il velo di Einstein. Il nuovo mondo della fisica quantistica.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il programma dell&#8217;universo</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Sep 2008 23:50:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Il programma dell'universo]]></category>

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		<category><![CDATA[Seth Lloyd]]></category>

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		<description><![CDATA[
Questo libro racconta la storia del bit e dell&#8217;universo.
L&#8217;universo è la cosa più grande che ci sia e il bit è la più piccola quantità di informazione possibile. L&#8217;universo è fatto di bit. Ogni singola molecola, ogni atomo, ogni particella elementare registra bit di informazione.

Seth Lloyd. Il programma dell&#8217;universo. Il cosmo come uno sconfinato computer.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>
Questo libro racconta la storia del bit e dell&#8217;universo.<br />
L&#8217;universo è la cosa più grande che ci sia e il bit è la più piccola quantità di informazione possibile. L&#8217;universo è fatto di bit. Ogni singola molecola, ogni atomo, ogni particella elementare registra bit di informazione.
</p></blockquote>
<p>Seth Lloyd. <em>Il programma dell&#8217;universo. Il cosmo come uno sconfinato computer.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Watching the Great Gig in the Sky</title>
		<link>http://light.mindpulse.org/2008/09/16/watching-the-great-gig-in-the-sky/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 14:48:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Musica]]></category>

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		<category><![CDATA[Pink Floyd]]></category>

		<category><![CDATA[Rick Wright]]></category>

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		<description><![CDATA[And I am not frightened of dying. Any time will do; I don&#8217;t mind.
Why should I be frightened of dying? There&#8217;s no reason for it - you&#8217;ve gotta go sometime.
Richard Wright left an indelible mark in the music world and history.
Farewell, Rick.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>And I am not frightened of dying. Any time will do; I don&#8217;t mind.<br />
Why should I be frightened of dying? There&#8217;s no reason for it - you&#8217;ve gotta go sometime.</em></p>
<p>Richard Wright left an indelible mark in the music world and history.</p>
<p>Farewell, Rick.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il fu (Mattia) Pascal</title>
		<link>http://light.mindpulse.org/2008/08/19/il-fu-mattia-pascal/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Aug 2008 22:51:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Pirandello]]></category>

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		<description><![CDATA[Al di là del tema centrale del romanzo di Pirandello è piacevole cogliere alcuni passaggi interessanti che di volta in volta ricordano alcuni concetti o offrono spunti di riflessione interessanti. La bellezza di essi sta nell&#8217;essere, oltre che inaspettati, per lo più ante litteram per quanto riguarda i temi a cui si possono ricondurre.
Ecco che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al di là del tema centrale del romanzo di Pirandello è piacevole cogliere alcuni passaggi interessanti che di volta in volta ricordano alcuni concetti o offrono spunti di riflessione interessanti. La bellezza di essi sta nell&#8217;essere, oltre che inaspettati, per lo più <em>ante litteram</em> per quanto riguarda i temi a cui si possono ricondurre.</p>
<p>Ecco che Mattia Pascal, discutendo con don Eligio, azzarda dire, per riferirsi a tempi passati, <em>quando la terra non girava&#8230;</em> e all&#8217;obiezione del reverendo sul fatto che la terra avesse sempre girato risponde:</p>
<blockquote><p>
Non è vero. L&#8217;uomo non lo sapeva, e dunque era come se non girasse. Per tanti, anche adesso non gira. L&#8217;ho detto l&#8217;altro giorno a un vecchio contadino, e sapete come m&#8217;ha risposto? ch&#8217;era una buona scusa per gli ubriachi.
</p></blockquote>
<p>In effetti se nessuno è a conoscenza di qualcosa è come se questa non sussistesse, a parità di effetti riscontrabili. E quindi qualcosa che non osserviamo continua ad esistere o avvenire? Per quanto riguarda l&#8217;uomo la concezione che qualcosa continui ad esistere quando se non la vediamo sembrerebbe non essere innata, ma verrebbe appresa nei primi anni di vita. Ma per la fisica <a href="http://www.physics.iitm.ac.in/~arvind/ph350/mermin.pdf">la luna è davvero lì quando nessuno guarda?</a> </p>
<p>Poi una breve e semplice frase sempre del protagonista che ricorda un po&#8217; il calcolo infinitesimale:</p>
<blockquote><p>
Ormai noi tutti ci siamo a poco a poco adattati alla nuova concezione dell&#8217;infinita nostra piccolezza, a considerarci anzi men che niente nell&#8217;Universo&#8230;
</p></blockquote>
<p>Un significativo pensiero del protagonista porta invece a riflettere su come la mente rappresenti l&#8217;informazione:</p>
<blockquote><p>
Ogni oggetto in noi suol trasformarsi secondo le immagini ch&#8217;esso evoca e aggruppa, per cosi dire, attorno a sé. Certo un oggetto può piacere anche per se stesso, per la diversità delle sensazioni gradevoli che ci suscita in una percezione armoniosa; ma ben più spesso il piacere che un oggetto ci procura non si trova nell&#8217;oggetto per se medesimo. La fantasia lo abbellisce cingendolo e quasi irraggiandolo d&#8217;immagini care. Né noi lo percepiamo più qual esso è, ma così, quasi animato dalle immagini che suscita in noi o che le nostre abitudini vi associano. Nell&#8217;oggetto, insomma, noi amiamo quel che vi mettiamo di noi, l&#8217;accordo, l&#8217;armonia che stabiliamo tra esso e noi, l&#8217;anima che esso acquista per noi soltanto e che è formata dai nostri ricordi.
</p></blockquote>
<p>Insomma, una determinata entità è rappresentata da un <em>simbolo</em> che può essere collegato ad una serie di <em>simboli</em>. E quando usiamo l&#8217;informazione relativa a qualcosa, a seconda del contesto, verranno richiamati <em>simboli</em> o combinazioni di essi a seconda della necessità, che sia essa il descrivere un oggetto in maniera oggettiva, che sia essa lo stabilire se una cosa ci piace o meno. Insomma, la mente umana può rappresentare un determinato concetto in modi diversi e facendo uso di volta in volta di diversi concetti ad esso associati. (Probabilmente una descrizione simile in termini di <em>simboli</em> risulterà inappropriata dal corrente punto di vista neuropsicologico ma la migliore che riesco ad elaborare in maniera empirica basandomi su quella usata da Hofstadter in GEB). </p>
<p>Uno spunto poi assai interessante sulla coscienza e su come essa dipenda dalle interazioni con altri individui si trova nelle parole del Cav. Tito Lenzi:</p>
<blockquote><p>
 La coscienza? Ma la coscienza non serve, caro signore! La coscienza, come guida, non può bastare. Basterebbe forse, ma se essa fosse castello e non piazza, per così dire; se noi cioè potessimo riuscire a concepirci isolatamente, ed essa non fosse per sua natura aperta agli altri. Nella coscienza, secondo me, insomma, esiste una relazione essenziale&#8230; sicuro, essenziale, tra me che penso e gli altri esseri che io penso. E dunque non è un assoluto che basti a se stesso, mi spiego? Quando i sentimenti, le inclinazioni, i gusti di questi altri che io penso o che lei pensa non si riflettono in me o in lei, noi non possiamo essere né paghi, né tranquilli, né lieti; tanto vero che tutti lottiamo perché i nostri sentimenti, i nostri pensieri, le nostre inclinazioni, i nostri gusti si riflettano nella coscienza degli altri. E se questo non avviene, perché&#8230; diciamo cosi, l&#8217;aria del momento non si presta a trasportare e a far fiorire, caro signore, i germi&#8230; i germi della sua idea nella mente altrui, lei non può dire che la sua coscienza le basta. A che le basta? Le basta per viver solo? per isterilire nell&#8217;ombra? Eh via! Eh via!
</p></blockquote>
<p>Ed infatti l&#8217;apprendimento e le interazioni con l&#8217;ambiente, e quindi con gli altri individui, hanno un ruolo chiave nello sviluppo del sistema mente-cervello. Ed infatti concetti come <em>normale</em> e <em>anomalo</em> o addirittura <em>giusto</em> e <em>sbagliato</em> variano al variare delle epoche e delle culture: in sostanza al variare dell&#8217;ambiente con cui l&#8217;individuo interagisce.</p>
<p>Si notano quindi forti relazioni tra le descrizioni empiriche di come funziona un certo aspetto del mondo e quello che poi sarà il modello scientifico che ne descrive rigorosamente le caratteristiche. E ancora si nota come questioni scientifiche complesse (realtà e teorie quantistiche) siano in analogia con l&#8217;esperienza quotidiana (la luna è lì quando nessuno guarda?) più di quanto potremmo pensare. </p>
<p><em>E tutto contribuisce a costruire il fascino di quella sublime arte che è la scienza.</em></p>
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		<title>Quantum reality</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 18:09:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Prospettive]]></category>

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		<category><![CDATA[Niels Bohr]]></category>

		<category><![CDATA[QED]]></category>

		<category><![CDATA[Richard Feynman]]></category>

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		<description><![CDATA[«Per convincervi a non andar via solo perché questa conferenza vi risulterà incomprensibile, vi dirò che anche i miei studenti di fisica non capiscono queste cose. E non le capiscono perché non le capisco nemmeno io. Il fatto è che non le capisce nessuno.» Richard Feynman

«Dio non gioca a dadi con l&#8217;universo.» Albert Einstein, 1926
«Piantala [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>«Per convincervi a non andar via solo perché questa conferenza vi risulterà incomprensibile, vi dirò che anche i miei studenti di fisica non capiscono queste cose. E non le capiscono perché non le capisco nemmeno io. Il fatto è che non le capisce nessuno.»</em> Richard Feynman</p>
<hr />
<p><em>«Dio non gioca a dadi con l&#8217;universo.»</em> Albert Einstein, 1926</p>
<p><em>«Piantala di dire a Dio che cosa fare con i suoi dadi.»</em> Niels Bohr</p>
<p><em>«Non solo Dio gioca a dadi, ma li getta laddove non possiamo vederli.»</em> Richard Feynman</p>
<hr />
<p><em>«È possibile che la Natura sia così assurda come ci appare in questi esperimenti atomici?»</em> Werner Heisemberg</p>
<p><em>«Il punto essenziale non è se una teoria piaccia o non piaccia, ma se fornisca previsioni in accordo con gli esperimenti. [...] Dal punto divista del buon senso l&#8217;elettrodinamica quantistica descrive una natura assurda. Tuttavia è in perfetto accordo con i dati sperimentali. Mi auguro quindi che riuscirete ad accettare la Natura per quello che è: assurda.»</em> Richard Feynman, 1985</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La teoria del quasi tutto</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jun 2008 01:13:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Letture]]></category>

		<category><![CDATA[fisica]]></category>

		<category><![CDATA[La teoria del quasi tutto]]></category>

		<category><![CDATA[Modello Standard]]></category>

		<category><![CDATA[Robert Oerter]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa struttura, le profonde simmetrie dell&#8217;universo che sono nascoste al suo interno e le sue implicazioni per la nostra comprensione del mondo fisico: ecco ciò di cui voglio parlarvi in questo libro.
Robert Oerter. La teoria del quasi tutto. Il Modello Standard, il trionfo non celebrato della fisica moderna.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Questa struttura, le profonde simmetrie dell&#8217;universo che sono nascoste al suo interno e le sue implicazioni per la nostra comprensione del mondo fisico: ecco ciò di cui voglio parlarvi in questo libro.</p></blockquote>
<p>Robert Oerter. <em>La teoria del quasi tutto. Il Modello Standard, il trionfo non celebrato della fisica moderna.</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Brave New War</title>
		<link>http://light.mindpulse.org/2008/05/30/brave-new-war/</link>
		<comments>http://light.mindpulse.org/2008/05/30/brave-new-war/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 May 2008 15:02:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Ne Il Mondo Nuovo, Huxley ipotizzava la standardizzazione genetica degli individui. Gli embrioni destinati ad appartenere alle caste inferiori (Gamma, Delta ed Epsilon) venivano indotti a riprodursi, e così a cascata il procedimento veniva applicato gli embrioni ottenuti, fino ad un massimo di 96 embrioni a partire da un solo individuo. Il concetto di clonazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ne <em>Il Mondo Nuovo</em>, Huxley ipotizzava la standardizzazione genetica degli individui. Gli embrioni destinati ad appartenere alle caste inferiori (Gamma, Delta ed Epsilon) venivano indotti a riprodursi, e così a cascata il procedimento veniva applicato gli embrioni ottenuti, fino ad un massimo di 96 embrioni a partire da un solo individuo. Il concetto di clonazione era ancora lontano dall&#8217;immaginario collettivo e poco si sapeva sul DNA. Nell&#8217;ipotesi di Huxley, la duplicazione veniva ottenuta bloccando lo sviluppo dell&#8217;embrione mediante un qualche tipo di stress, in reazione al quale l&#8217;embrione germogliava. Il tutto prendeva il nome di <em>processo Bokanovsky</em>.</p>
<p>Ottenere gruppi in numero variabile da 8 a 96 individui geneticamente identici permetteva di ottimizzare il rendimento produttivo di tali persone, presentando essi identica risposta ai condizionamenti chimici e psicologici durante l&#8217;infanzia. Il tipo di società del <em>mondo nuovo</em> tendeva a sopprimere l&#8217;identità dell&#8217;individuo in favore di una prospettiva collettiva, a maggior ragione per le caste inferiori, e questo impediva anche lo sviluppo di personalità diverse all&#8217;interno di questi gruppi di gemelli-cloni. La potenza di uno strumento simile per il controllo della società appare enorme.</p>
<p>Ma c&#8217;è un tema che la favola non tocca, e che è appena sfiorato da <em>Ritorno al Mondo Nuovo</em>: la guerra, o meglio, la guerra in una società di questo genere. Nel mondo di Huxley vi è un solo stato, un solo governo imperante: assenza e impossibilità di uno stato di guerra, ben lontano dalla situazione «la guerra è pace» in 1984 di Orwell.</p>
<p>Gruppi di individui pressoché identici prodotti in serie ed in gran quantità, condizionati ad accettare la morte come cosa naturale, con l&#8217;idea di «appartenere a tutti gli altri» sarebbero ideali come soldati. Ricorda qualcosa? Star Wars, i cloni e, poi, le truppe imperiali. Tutti cloni di un unico individuo, privi o quasi di personalità individuale, tutti con identica armatura-uniforme e tutti dietro una maschera. Lucas ha dichiarato, al fine di risolvere incongruenze tra le due trilogie, che le truppe imperiali non sono tutte cloni, ma il concetto rimane. Non so quanto fosse nelle intenzioni di Lucas rappresentare questo, ma l&#8217;immagine <em>piatta</em> che viene resa di tali truppe (anche se questo spesso avviene nei film quando si tratta di nemici) può essere vista come significativa in questo senso. </p>
<p>A latere, è interessante considerare come individui di questo genere non solo avrebbero meno paura della morte e sarebbero più determinati dell&#8217;azione, ma la loro morte stessa sarebbe vista come poco significativa, visto il valore nullo della loro personalità.</p>
<p>In sostanza, applicate l&#8217;efficienza produttiva delle caste inferiori del <em>Mondo Nuovo</em> ad un contesto in cui gli individui siano destinati alla guerra, pensate anche ai cloni di Star Wars e traete le vostre conclusioni. </p>
<p>Se questo sembra molto lontano, pensate al potere di certa propaganda di indurre nelle persone determinate <em>volontà</em>, idee, fanatismi: propaganda e condizionamento sono trattati accuratamente in <em>Ritorno al Mondo Nuovo</em>. A me vengono in mente <em>Un anno sull&#8217;altopiano</em>, <em>Apocalypse Now</em> e <em>Full Metal Jacket</em>. </p>
<p>E oggi? E domani?</p>
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