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	<title>Gloom, Light</title>
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	<description>Fragments of deep thoughts, light quanta beyond the darkness.</description>
	<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 20:03:41 +0000</pubDate>
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		<title>Il fu (Mattia) Pascal</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Aug 2008 22:51:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Al di là del tema centrale del romanzo di Pirandello è piacevole cogliere alcuni passaggi interessanti che di volta in volta ricordano alcuni concetti o offrono spunti di riflessione interessanti. La bellezza di essi sta nell&#8217;essere, oltre che inaspettati, per lo più ante litteram per quanto riguarda i temi a cui si possono ricondurre.
Ecco che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al di là del tema centrale del romanzo di Pirandello è piacevole cogliere alcuni passaggi interessanti che di volta in volta ricordano alcuni concetti o offrono spunti di riflessione interessanti. La bellezza di essi sta nell&#8217;essere, oltre che inaspettati, per lo più <em>ante litteram</em> per quanto riguarda i temi a cui si possono ricondurre.</p>
<p>Ecco che Mattia Pascal, discutendo con don Eligio, azzarda dire, per riferirsi a tempi passati, <em>quando la terra non girava&#8230;</em> e all&#8217;obiezione del reverendo sul fatto che la terra avesse sempre girato risponde:</p>
<blockquote><p>
Non è vero. L&#8217;uomo non lo sapeva, e dunque era come se non girasse. Per tanti, anche adesso non gira. L&#8217;ho detto l&#8217;altro giorno a un vecchio contadino, e sapete come m&#8217;ha risposto? ch&#8217;era una buona scusa per gli ubriachi.
</p></blockquote>
<p>In effetti se nessuno è a conoscenza di qualcosa è come se questa non sussistesse, a parità di effetti riscontrabili. E quindi qualcosa che non osserviamo continua ad esistere o avvenire? Per quanto riguarda l&#8217;uomo la concezione che qualcosa continui ad esistere quando se non la vediamo sembrerebbe non essere innata, ma verrebbe appresa nei primi anni di vita. Ma per la fisica <a href="http://www.physics.iitm.ac.in/~arvind/ph350/mermin.pdf">la luna è davvero lì quando nessuno guarda?</a> </p>
<p>Poi una breve e semplice frase sempre del protagonista che ricorda un po&#8217; il calcolo infinitesimale:</p>
<blockquote><p>
Ormai noi tutti ci siamo a poco a poco adattati alla nuova concezione dell&#8217;infinita nostra piccolezza, a considerarci anzi men che niente nell&#8217;Universo&#8230;
</p></blockquote>
<p>Un significativo pensiero del protagonista porta invece a riflettere su come la mente rappresenti l&#8217;informazione:</p>
<blockquote><p>
Ogni oggetto in noi suol trasformarsi secondo le immagini ch&#8217;esso evoca e aggruppa, per cosi dire, attorno a sé. Certo un oggetto può piacere anche per se stesso, per la diversità delle sensazioni gradevoli che ci suscita in una percezione armoniosa; ma ben più spesso il piacere che un oggetto ci procura non si trova nell&#8217;oggetto per se medesimo. La fantasia lo abbellisce cingendolo e quasi irraggiandolo d&#8217;immagini care. Né noi lo percepiamo più qual esso è, ma così, quasi animato dalle immagini che suscita in noi o che le nostre abitudini vi associano. Nell&#8217;oggetto, insomma, noi amiamo quel che vi mettiamo di noi, l&#8217;accordo, l&#8217;armonia che stabiliamo tra esso e noi, l&#8217;anima che esso acquista per noi soltanto e che è formata dai nostri ricordi.
</p></blockquote>
<p>Insomma, una determinata entità è rappresentata da un <em>simbolo</em> che può essere collegato ad una serie di <em>simboli</em>. E quando usiamo l&#8217;informazione relativa a qualcosa, a seconda del contesto, verranno richiamati <em>simboli</em> o combinazioni di essi a seconda della necessità, che sia essa il descrivere un oggetto in maniera oggettiva, che sia essa lo stabilire se una cosa ci piace o meno. Insomma, la mente umana può rappresentare un determinato concetto in modi diversi e facendo uso di volta in volta di diversi concetti ad esso associati. (Probabilmente una descrizione simile in termini di <em>simboli</em> risulterà inappropriata dal corrente punto di vista neuropsicologico ma la migliore che riesco ad elaborare in maniera empirica basandomi su quella usata da Hofstadter in GEB). </p>
<p>Uno spunto poi assai interessante sulla coscienza e su come essa dipenda dalle interazioni con altri individui si trova nelle parole del Cav. Tito Lenzi:</p>
<blockquote><p>
 La coscienza? Ma la coscienza non serve, caro signore! La coscienza, come guida, non può bastare. Basterebbe forse, ma se essa fosse castello e non piazza, per così dire; se noi cioè potessimo riuscire a concepirci isolatamente, ed essa non fosse per sua natura aperta agli altri. Nella coscienza, secondo me, insomma, esiste una relazione essenziale&#8230; sicuro, essenziale, tra me che penso e gli altri esseri che io penso. E dunque non è un assoluto che basti a se stesso, mi spiego? Quando i sentimenti, le inclinazioni, i gusti di questi altri che io penso o che lei pensa non si riflettono in me o in lei, noi non possiamo essere né paghi, né tranquilli, né lieti; tanto vero che tutti lottiamo perché i nostri sentimenti, i nostri pensieri, le nostre inclinazioni, i nostri gusti si riflettano nella coscienza degli altri. E se questo non avviene, perché&#8230; diciamo cosi, l&#8217;aria del momento non si presta a trasportare e a far fiorire, caro signore, i germi&#8230; i germi della sua idea nella mente altrui, lei non può dire che la sua coscienza le basta. A che le basta? Le basta per viver solo? per isterilire nell&#8217;ombra? Eh via! Eh via!
</p></blockquote>
<p>Ed infatti l&#8217;apprendimento e le interazioni con l&#8217;ambiente, e quindi con gli altri individui, hanno un ruolo chiave nello sviluppo del sistema mente-cervello. Ed infatti concetti come <em>normale</em> e <em>anomalo</em> o addirittura <em>giusto</em> e <em>sbagliato</em> variano al variare delle epoche e delle culture: in sostanza al variare dell&#8217;ambiente con cui l&#8217;individuo interagisce.</p>
<p>Si notano quindi forti relazioni tra le descrizioni empiriche di come funziona un certo aspetto del mondo e quello che poi sarà il modello scientifico che ne descrive rigorosamente le caratteristiche. E ancora si nota come questioni scientifiche complesse (realtà e teorie quantistiche) siano in analogia con l&#8217;esperienza quotidiana (la luna è lì quando nessuno guarda?) più di quanto potremmo pensare. </p>
<p><em>E tutto contribuisce a costruire il fascino di quella sublime arte che è la scienza.</em></p>
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		<title>Quantum reality</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 18:09:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[«Per convincervi a non andar via solo perché questa conferenza vi risulterà incomprensibile, vi dirò che anche i miei studenti di fisica non capiscono queste cose. E non le capiscono perché non le capisco nemmeno io. Il fatto è che non le capisce nessuno.» Richard Feynman

«Dio non gioca a dadi con l&#8217;universo.» Albert Einstein, 1926
«Piantala [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>«Per convincervi a non andar via solo perché questa conferenza vi risulterà incomprensibile, vi dirò che anche i miei studenti di fisica non capiscono queste cose. E non le capiscono perché non le capisco nemmeno io. Il fatto è che non le capisce nessuno.»</em> Richard Feynman</p>
<hr />
<p><em>«Dio non gioca a dadi con l&#8217;universo.»</em> Albert Einstein, 1926</p>
<p><em>«Piantala di dire a Dio che cosa fare con i suoi dadi.»</em> Niels Bohr</p>
<p><em>«Non solo Dio gioca a dadi, ma li getta laddove non possiamo vederli.»</em> Richard Feynman</p>
<hr />
<p><em>«È possibile che la Natura sia così assurda come ci appare in questi esperimenti atomici?»</em> Werner Heisemberg</p>
<p><em>«Il punto essenziale non è se una teoria piaccia o non piaccia, ma se fornisca previsioni in accordo con gli esperimenti. [...] Dal punto divista del buon senso l&#8217;elettrodinamica quantistica descrive una natura assurda. Tuttavia è in perfetto accordo con i dati sperimentali. Mi auguro quindi che riuscirete ad accettare la Natura per quello che è: assurda.»</em> Richard Feynman, 1985</p>
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		<title>La teoria del quasi tutto</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jun 2008 01:13:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[fisica]]></category>

		<category><![CDATA[La teoria del quasi tutto]]></category>

		<category><![CDATA[Modello Standard]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa struttura, le profonde simmetrie dell&#8217;universo che sono nascoste al suo interno e le sue implicazioni per la nostra comprensione del mondo fisico: ecco ciò di cui voglio parlarvi in questo libro.
Robert Oerter. La teoria del quasi tutto. Il Modello Standard, il trionfo non celebrato della fisica moderna.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Questa struttura, le profonde simmetrie dell&#8217;universo che sono nascoste al suo interno e le sue implicazioni per la nostra comprensione del mondo fisico: ecco ciò di cui voglio parlarvi in questo libro.</p></blockquote>
<p>Robert Oerter. <em>La teoria del quasi tutto. Il Modello Standard, il trionfo non celebrato della fisica moderna.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Brave New War</title>
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		<pubDate>Fri, 30 May 2008 15:02:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Ne Il Mondo Nuovo, Huxley ipotizzava la standardizzazione genetica degli individui. Gli embrioni destinati ad appartenere alle caste inferiori (Gamma, Delta ed Epsilon) venivano indotti a riprodursi, e così a cascata il procedimento veniva applicato gli embrioni ottenuti, fino ad un massimo di 96 embrioni a partire da un solo individuo. Il concetto di clonazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ne <em>Il Mondo Nuovo</em>, Huxley ipotizzava la standardizzazione genetica degli individui. Gli embrioni destinati ad appartenere alle caste inferiori (Gamma, Delta ed Epsilon) venivano indotti a riprodursi, e così a cascata il procedimento veniva applicato gli embrioni ottenuti, fino ad un massimo di 96 embrioni a partire da un solo individuo. Il concetto di clonazione era ancora lontano dall&#8217;immaginario collettivo e poco si sapeva sul DNA. Nell&#8217;ipotesi di Huxley, la duplicazione veniva ottenuta bloccando lo sviluppo dell&#8217;embrione mediante un qualche tipo di stress, in reazione al quale l&#8217;embrione germogliava. Il tutto prendeva il nome di <em>processo Bokanovsky</em>.</p>
<p>Ottenere gruppi in numero variabile da 8 a 96 individui geneticamente identici permetteva di ottimizzare il rendimento produttivo di tali persone, presentando essi identica risposta ai condizionamenti chimici e psicologici durante l&#8217;infanzia. Il tipo di società del <em>mondo nuovo</em> tendeva a sopprimere l&#8217;identità dell&#8217;individuo in favore di una prospettiva collettiva, a maggior ragione per le caste inferiori, e questo impediva anche lo sviluppo di personalità diverse all&#8217;interno di questi gruppi di gemelli-cloni. La potenza di uno strumento simile per il controllo della società appare enorme.</p>
<p>Ma c&#8217;è un tema che la favola non tocca, e che è appena sfiorato da <em>Ritorno al Mondo Nuovo</em>: la guerra, o meglio, la guerra in una società di questo genere. Nel mondo di Huxley vi è un solo stato, un solo governo imperante: assenza e impossibilità di uno stato di guerra, ben lontano dalla situazione «la guerra è pace» in 1984 di Orwell.</p>
<p>Gruppi di individui pressoché identici prodotti in serie ed in gran quantità, condizionati ad accettare la morte come cosa naturale, con l&#8217;idea di «appartenere a tutti gli altri» sarebbero ideali come soldati. Ricorda qualcosa? Star Wars, i cloni e, poi, le truppe imperiali. Tutti cloni di un unico individuo, privi o quasi di personalità individuale, tutti con identica armatura-uniforme e tutti dietro una maschera. Lucas ha dichiarato, al fine di risolvere incongruenze tra le due trilogie, che le truppe imperiali non sono tutte cloni, ma il concetto rimane. Non so quanto fosse nelle intenzioni di Lucas rappresentare questo, ma l&#8217;immagine <em>piatta</em> che viene resa di tali truppe (anche se questo spesso avviene nei film quando si tratta di nemici) può essere vista come significativa in questo senso. </p>
<p>A latere, è interessante considerare come individui di questo genere non solo avrebbero meno paura della morte e sarebbero più determinati dell&#8217;azione, ma la loro morte stessa sarebbe vista come poco significativa, visto il valore nullo della loro personalità.</p>
<p>In sostanza, applicate l&#8217;efficienza produttiva delle caste inferiori del <em>Mondo Nuovo</em> ad un contesto in cui gli individui siano destinati alla guerra, pensate anche ai cloni di Star Wars e traete le vostre conclusioni. </p>
<p>Se questo sembra molto lontano, pensate al potere di certa propaganda di indurre nelle persone determinate <em>volontà</em>, idee, fanatismi: propaganda e condizionamento sono trattati accuratamente in <em>Ritorno al Mondo Nuovo</em>. A me vengono in mente <em>Un anno sull&#8217;altopiano</em>, <em>Apocalypse Now</em> e <em>Full Metal Jacket</em>. </p>
<p>E oggi? E domani?</p>
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		<title>The killer awoke before dawn</title>
		<link>http://light.mindpulse.org/2008/05/25/the-killer-awoke-before-dawn/</link>
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		<pubDate>Sun, 25 May 2008 00:38:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
I&#8217;m not the sociable type.  I know that.
Spend any amount of time around people, you get your heart broke.  Treachery, hypocrisy.  Promise of love.
Look into the mouth of a person, and you&#8217;ll find lies wriggling there like maggots waiting to grow wings.  The world has gone mad.  
A man could [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>
I&#8217;m not the sociable type.  I know that.<br />
Spend any amount of time around people, you get your heart broke.  Treachery, hypocrisy.  Promise of love.<br />
Look into the mouth of a person, and you&#8217;ll find lies wriggling there like maggots waiting to grow wings.  The world has gone mad.  </p>
<p>A man could kill from sunup to sunset, and still his work would never be done.
</p></blockquote>
<p><em>Ernie Dell, before committing suicide. CSI: Crime Scene Investigation, &#8220;Loco Motive&#8221;.</em></p>
<p><em>«Kill, kill, kill, kill, kill, kill&#8230;»</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Fannysmackin&#8217;</title>
		<link>http://light.mindpulse.org/2008/05/25/fannysmackin/</link>
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		<pubDate>Sun, 25 May 2008 00:22:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Ho detto che le parole di Grissom in quell&#8217;episodio erano uno specchio della realtà, vedendo quanto avviene in quell&#8217;episodio di CSI: Crime Scene Investigation una sorta di iperbole della realtà d&#8217;oggi. Le persone, e soprattutto i giovani, non hanno più vergogna né si sentono in colpa per ciò che fanno, a prescindere. E certe cose [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="./2008/03/29/mad-society/">Ho detto</a> che le parole di Grissom in quell&#8217;episodio erano uno specchio della realtà, vedendo quanto avviene in quell&#8217;episodio di <em>CSI: Crime Scene Investigation</em> una sorta di iperbole della realtà d&#8217;oggi. Le persone, e soprattutto i giovani, non hanno più vergogna né si sentono in colpa per ciò che fanno, a prescindere. E certe cose io le vedo tutti i giorni.</p>
<p>Non c&#8217;è niente che li trattenga dal rubare (anche se poi taglierebbero le mani agli stranieri che rubano, per non smentire la propria ipocrisia), drogarsi a scopo ludico et similia. Non c&#8217;è nulla che impedisca loro di stendere un velo omertoso su tutto quanto. Omertà, come per la mafia. Chiamiamo le cose con il loro nome. Tanto, perché dovrebbero sentirsi in colpa? Ah, «ma sono bravi ragazzi» vi assicureranno i genitori, spesso ignari, spesso assenti, spesso avulsi dalla realtà: la verità è che non hanno idea di come stiano davvero le cose. Ah, «ma sono ragazzi», «ma vogliono solo divertirsi».</p>
<p>Ma lo specchio si è infranto. Finché succedeva in un telefilm potevamo ingannarci, rassicurarci, nasconderci dietro l&#8217;apparente surrealità della cosa, troppo abominevole per pensare ad un suo verificarsi. Ma è accaduto e ciò è diventato realtà. Tragica e cruda realtà. Qualche settimana fa il fatto: un ragazzo picchiato a sangue senza alcun motivo. Senza alcun motivo, dei ragazzi volevano solamente picchiare qualcuno. E un ragazzo è morto. Morto. Non si torna indietro.</p>
<p>È tutto simile, terribilmente, a quell&#8217;episodio.  Un gruppo di giovani, &#8220;brave famiglie&#8221;, &#8220;bravi ragazzi&#8221; dicevano. Ma si divertivano a picchiare la gente. Anche a morte.</p>
<p>Rendiamoci conto di quello che sta accadendo alla società. L&#8217;inerzia è enorme. L&#8217;etica è morta, scomparsa, dissolta.  </p>
<p><em>«[...] senza una coscienza, non c&#8217;è niente che ti impedisca di uccidere qualcuno. Evidentemente, non devi nemmeno sentirti in colpa.»</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nebulæ</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Apr 2008 15:17:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Musica]]></category>

		<category><![CDATA[Pseudopoesia]]></category>

		<category><![CDATA[Adrian Maben]]></category>

		<category><![CDATA[Echoes]]></category>

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		<category><![CDATA[Pink Floyd]]></category>

		<category><![CDATA[Pompeii]]></category>

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		<description><![CDATA[Se nemmeno il tempo
rompesse il silenzio
echi di grida
spegnerebbero il cielo,
in tetre nebule
di vapori argentei.
Vapori in fiamme
alla morte
della stella.
Ispirato all&#8217;opera Live at Pompeii e di conseguenza dedicato ai Pink Floyd e al regista Adrian Maben.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se nemmeno il tempo<br />
rompesse il silenzio<br />
echi di grida<br />
spegnerebbero il cielo,<br />
in tetre nebule<br />
di vapori argentei.</p>
<p>Vapori in fiamme<br />
alla morte<br />
della stella.</p>
<p>Ispirato all&#8217;opera <em>Live at Pompeii</em> e di conseguenza dedicato ai Pink Floyd e al regista Adrian Maben.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Povera patria</title>
		<link>http://light.mindpulse.org/2008/04/18/povera-patria/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Apr 2008 15:16:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Universe Now]]></category>

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		<description><![CDATA[E gli uomini vollero piuttosto le tenebre che la luce.
(Giovanni, III, 19)
Il sacrificio della patria nostra è consumato.
(Jacopo Ortis, Ultime lettere di Jacopo Ortis, Ugo Foscolo) 
Così muore la democrazia: sotto scroscianti applausi.
(Padmé Naberrie Amidala, Star Wars Episode III: Revenge of the Sith) 

Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>E gli uomini vollero piuttosto le tenebre che la luce.</em><br />
(Giovanni, III, 19)</p>
<p><em>Il sacrificio della patria nostra è consumato.</em><br />
(Jacopo Ortis, <em>Ultime lettere di Jacopo Ortis</em>, Ugo Foscolo) </p>
<p><em>Così muore la democrazia: sotto scroscianti applausi.</em><br />
(Padmé Naberrie Amidala, <em>Star Wars Episode III: Revenge of the Sith</em>) </p>
<blockquote><p>
Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali<br />
che possa contemplare il cielo e i fiori,<br />
che non si parli più di dittature.<br />
Se avremo ancora un po&#8217; da vivere&#8230;</p>
<p>La primavera intanto tarda ad arrivare.
</p></blockquote>
<p>(Franco Battiato, <em>Povera Patria</em>, <em>Come un cammello in una grondaia</em>)</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Mad society</title>
		<link>http://light.mindpulse.org/2008/03/29/mad-society/</link>
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		<pubDate>Fri, 28 Mar 2008 22:28:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Gloom]]></category>

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		<description><![CDATA[Una bussola per la moralità può indicarti la direzione giusta ma non ti porta a destinazione. La nostra cultura sostiene che non devi più provare vergogna per quello che fai. E purtroppo questa città è fondata sul principio che non esiste qualcosa come la colpa: &#8220;Fa quello che vuoi, non ti giudicheremo&#8221;. Quindi, senza una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Una bussola per la moralità può indicarti la direzione giusta ma non ti porta a destinazione. La nostra cultura sostiene che non devi più provare vergogna per quello che fai. E purtroppo questa città è fondata sul principio che non esiste qualcosa come la colpa: &#8220;Fa quello che vuoi, non ti giudicheremo&#8221;. Quindi, senza una coscienza, non c&#8217;è niente che ti impedisca di uccidere qualcuno. Evidentemente, non devi nemmeno sentirti in colpa. </p></blockquote>
<p><em>Gil Grissom. CSI: Crime Scene Investigation. &#8220;Fannysmackin&#8217;&#8221;</em></p>
<p>Vivo in mezzo ai giovani. Credetemi. È terribile, ma questo è uno specchio della realtà.</p>
<hr/>
<blockquote><p>Our moral compass can only point us in the right direction, it can&#8217;t make us go there. We live in a society that preaches &#8216;Do whatever you want,&#8217; and that includes killing someone. This city is built on the foundation that you can do whatever you want. You can even kill somebody, and apperently you don&#8217;t even have to feel bad about it.</p></blockquote>
<p><em>Gil Grissom. CSI: Crime Scene Investigation. &#8220;Fannysmackin&#8217;&#8221;</em></p>
<p>I live among the young people. Believe me. It&#8217;s terrible, but this is a mirror of the reality.</p>
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		<title>Variazioni Gödel</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Mar 2008 01:12:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[No Time, no Space]]></category>

		<category><![CDATA[complessità computazionale]]></category>

		<category><![CDATA[problem solving]]></category>

		<category><![CDATA[problema]]></category>

		<category><![CDATA[teorema di Gödel]]></category>

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		<description><![CDATA[

Problemi per i quali è nota una procedura risolutiva certamente terminante in un tempo prevedibile.
Problemi per i quali è nota una procedura risolutiva certamente terminante in un tempo prevedibile, ma con una complessità, non polinomiale, che la rende impraticabile.
Problemi per i quali è nota una procedura risolutiva certamente terminante ma in un tempo non prevedibile.
Problemi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em></p>
<ul>
<li>Problemi per i quali è nota una procedura risolutiva certamente terminante in un tempo prevedibile.</li>
<li>Problemi per i quali è nota una procedura risolutiva certamente terminante in un tempo prevedibile, ma con una complessità, non polinomiale, che la rende impraticabile.</li>
<li>Problemi per i quali è nota una procedura risolutiva certamente terminante ma in un tempo non prevedibile.</li>
<li>Problemi per i quali è nota una procedura risolutiva che può essere terminante o non terminante, a seconda della soluzione.</li>
<li>Problemi per i quali non è nota alcuna procedura risolutiva ed esiste la possibilità che essa non esista, pur avendo il problema una soluzione determinata.</li>
</ul>
<p></em></p>
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