Archive for the 'Universe Now' Category

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Sanza ‘nfamia e sanza lodo

Monday, February 19th, 2007

Non si dovrebbero avere remore ad esprimere la propria opinione e ad agire perché ciò contrasterebbe con il pensiero degli altri. Non si dovrebbe tacere di fronte a qualcosa che si reputa sbagliato solo per evitare di essere malgiudicati e bollati.

Non posso rimanere nell’ignavia per il timore del giudizio altrui, cosa che d’altronde è fonte di rabbia ed angoscia. Non è mia intenzione finire per rincorrere in eterno una banderuola, straziato da punture di vespe e mosconi.

«Questi non hanno speranza di morte,
e la lor cieca vita è tanto bassa,
che ‘nvidiosi sono d’ogni altra sorte.
 Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di lor, ma guarda e passa.»

A questo punto o scelgo di espormi, esprimere ciò che penso ed agire di conseguenza, o scelgo di restituire a chi me le ha consegnate le responsabilità che avevo deciso di assumermi.

«All in all it’s just another brick in the wall.
All in all you’re just another brick in the wall.»

«The flames are all gone, but the pain lingers on.
Goodbye blue sky.»

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C’est la vie

Monday, December 18th, 2006

Rambaldo continuò a camminare con questo giovane che gli era quasi sconosciuto, e siccome sentiva il bisogno di sfogarsi, attaccò il discorso.

- Io qui sono nuovo, non so, non è come credevo, tutto sfugge,
non si arriva mai, non si capisce.

Torrismondo non alzò gli occhi, solo interruppe per un momento il suo cupo fischiettio, e disse:

- Tutto è uno schifo.

Italo Calvino - Il cavaliere inesistente

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Segnali di vita

Wednesday, November 15th, 2006

Comprendere il significato dell’amicizia e, nello stesso istante, accorgersi di non avere amici.

Imparare a vivere contando solo su sé stessi, convincersi che “la fiducia è una debolezza“, sopravvivere in una certa solitudine.

Accorgersi che, forse, qualche amico lo si ha.

Quale sarà il prossimo passo?

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Stella polare

Wednesday, September 27th, 2006

Che sia normale cercare, nei vari contesti che questo caotico mondo ci offre, qualcuno che funga da punto di riferimento? Qualcuno che la pensi similemente a noi e contemporaneamente abbia un’importanza che gli riconosciamo.

Che sia normale avere, a volte, timore di avere ed esprimere un’idea (specialmente se poco ortodossa) se non c’è qualcuno per noi importante che la pensi allo stesso modo? Sono io incapace di pensare liberamente?

Mi rendo conto che questo blog sta diventando particolarmente patetico e tedioso, che non sta trattando i temi che si era prefisso di trattare (per incapacità dell’autore probabilmente) e che il numero di lettori potrebbe tendere a zero per un numero finito di post. Carissimi lettori, se avete l’impressione di star perdendo tempo a leggere, credo sia l’ora di iniziare a considerare che potrebbe essere vero.

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Impressioni di settembre…

Sunday, September 17th, 2006

Settembre scorre, l’autunno incombe.

I cieli grigi, le nubi cariche di pioggia, la fredda luce irreale che illumina il giorno.

Inducono un po’ di malinconia, è innegabile.

Tutto ciò evoca in me sequenze di note, musica ispirata dall’autunno, da settembre…

“Quante goccie di rugiada intorno a me
cerco il sole ma non c’è…”

Così esordisce il brano della Premiata Forneria Marconi, dal quale questo post ha preso in prestito il titolo. Brano che Franco Battiato ha reinterpretato in Fleurs3 e che termina lasciando permeare un po’ di speranza…

“E intanto il sole, tra la nebbia, filtra già
il giorno, come sempre, sarà…”

Lo stesso Battiato che, in Fisiognomica, cantava un testo di Juri Camisasca…

“Lungo il transito dell’apparente dualità
la pioggia di settembre
risveglia i vuoti della mia stanza…”

… e che 10 anni dopo, in Gommalacca, intonava…

“È stato molto bello
finisce la tarda estate.
È stato molto bello
si prolungano le ombre oltre la sera…”

Sul suono di queste note accolgo le impressioni di settembre, le sensazioni che sta portando questo autunno. E intanto pregusto già il freddo, ma affascinante, inverno che verrà dopo…

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Essere noi stessi…

Sunday, August 13th, 2006

… essere noi stessi… argomento molto inflazionato, forse troppo. Ci si dovrebbe spendere molte parole e dare alcune definizioni in proposito per descriverlo adeguatamente, non è di certo l’intenzione di questo post. Ma mi è capitato in qualche modo di pensarci e di esprimere un pensiero in merito, in un commento a questo post di Frieda, lo stesso pensiero lo esprimo in modo migliore qui, con qualche riflessione aggiuntiva.
Troppo spesso il mondo ci chiede di essere diversi da chi siamo, cosa che rende difficile, se non talvolta impossibile, essere noi stessi. Probabilmente è la punizione perché, noi per primi, chiediamo al mondo di essere quello che vorremmo fosse, chiediamo agli altri di essere come noi vorremmo e magari lo pretendiamo pure.

Qualche volta però il mondo ci permette di essere noi stessi, qualcuno ci ama proprio perché siamo noi stessi e, allo stesso modo, amiamo alcuni aspetti del mondo per come sono, amiamo gli altri per come sono, senza pretese alcune.

Nella nostra vita ci troviamo ad affrontare molteplici situazioni simili. In alcuni momenti ci troviamo ad affrontare e superare difficoltà, non sempre in modo indolore. Ci troviamo, in altri momenti, ad essere felici, ammesso che sia possibile esserlo, od è sufficiente l’impressione di esserlo?. Forse la bellezza (ammesso che vi sia) della vita è data dall’alternanza di queste situazioni, dal modo in cui sappiamo affrontare i momenti difficili, dal felicitarci dei lieti istanti. Forse non vi è alcuna bellezza e forse la felicità non esiste, forse l’impressione di essere felici è solamente fonte di altri problemi e difficoltà.

Non ho di certo io la risposta e l’intenzione del post era lungi dal fornirne.

Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.
S.Q.