Archive for the 'Shadows' Category

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Altruismo?

Tuesday, November 18th, 2008

Il trovare soddisfazione, forse felicità (ma è una parola da usare con parsimonia), nell’essere d’aiuto a coloro che ci stanno intorno va considerato altruismo? Dopotutto se non ci desse soddisfazione lo faremmo? E se non ci desse soddisfazione cosa significherebbe?

Ma soprattutto, ha davvero importanza tutto ciò?

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Watching the Great Gig in the Sky

Tuesday, September 16th, 2008

And I am not frightened of dying. Any time will do; I don’t mind.
Why should I be frightened of dying? There’s no reason for it - you’ve gotta go sometime.

Richard Wright left an indelible mark in the music world and history.

Farewell, Rick.

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Trust is a weakness

Sunday, October 7th, 2007

Trust. Su cosa sia la fiducia, ognuno penso abbia la propria idea, quantomeno la propria variante. Non mi soffermo sull’esprimere la mia, che non ho motivo di presumere sia più valida di altre, ma soprattutto è piuttosto ininfluente su quanto voglio trattare.

Vediamo, insomma, come possiamo rappresentare la fiducia, individuando un modello abbastanza valido, ispirato alle web of trust. In sostanza, dato un’insieme di persone tra le quali possono sussistere rapporti di fiducia, possiamo rappresentare esse mediante nodi di un grafo orientato e pesato. La fiducia di una persona A in B è quindi individuata dal peso assegnato all’arco orientato che da A va a B.

Vediamo un po’ di caratteristiche di questo grafo: la presenza di un arco che va da A a B rappresenta la conoscenza da parte di A dell’esistenza della persona B: automaticamente, quando vi è un rapporto di conoscenza, vi è un certo livello di fiducia. Tra due nodi possono esservi:

  • 0 archi: nessun rapporto di conoscenza e quindi di fiducia
  • 1 arco orientato: rapporto di conoscenza unidirezionale, con relativo valore di fiducia
  • 2 archi orientati in direzioni opposte: rapporto di conoscenza reciproco, con due valori di fiducia

Ora, la natura del valore che andrà a rappresentare il livello di fiducia mediante la sua assegnazione ad un arco, dipende dagli aspetti della fiducia che si vogliono rappresentare e dall’approssimazione con cui si vuole farlo. Opterei intanto per un intervallo continuo. Si potrebbe obiettare che ridurre la fiducia ad un mero numero sia riduttivo, ma potrei rispondere che non siamo vincolati ad un valore scalare, può essere benissimo una grandezza vettoriale con un numero a piacere N di dimensioni, in modo da rappresentare la cosa quanto dettagliatamente si vuole. Che poi sia difficile farlo, è un altro discorso. Ad ogni modo il modulo di questa grandezza rappresenta il livello di fiducia, che può essere positivo (fiducia), nullo (insufficienti elementi per determinarlo) o negativo (sfiducia).

Ora vediamo come il sistema è visto da una persona che è un nodo dello stesso sistema, invece che da un punto di vista onnisciente. Innanzitutto la persona si basa su un numero più o meno minore, rispetto al totale, di nodi e archi noti. La fiducia che A ha un B è funzione sia del valore soggettivo frutto dell’esperienza personale (componente diretta) di A nelle interazioni con B, sia della fiducia che una generica terza parte C ha in B e della fiducia che A ha in C stessa (componente indiretta). Si potrebbe rendere in maniera formale, ma non avrebbe utilità in questa sede. (Si potrebbe anche considerare il caso in cui la sfiducia da parte di B nei confronti di una persona D per la quale il proprio livello di fiducia è molto alto, vada, anziché a diminuire il livello di fiducia in D, a diminuire il livello di fiducia in B.) Ci sono vari fattori che però contribuiscono ad aumentare l’incertezza della componente indiretta del livello di fiducia:

  • A non è al corrente di tutti i nodi che hanno un arco uscente verso B
  • Per i nodi di questo tipo che sono noti, A non conosce tutti i pesi associati agli archi
  • Per i nodi di questo tipo e i pesi associati agli archi che sono noti, A ha conosce un valore che non necessariamente è quello attuale, e la cui affidabilità dipende dalla frequenza delle interazioni con la terza parte e dal tempo trascorso dall’ultima interazione.

Come si può notare, l’evoluzione temporale del sistema assume caratteristiche molto complesse.

Anche il peso relativo della componente diretta e di quella indiretta del livello di fiducia dipendono da vari fattori, in particolare dalla frequenza delle interazioni con B e dal livello di conoscenza che A ha di B. È necessario quindi, quando A si trova ad aggiornare un peso assegnato ad un determinato arco (a seguito ad esempio di un’interazione con un’altra persona), il ricalibro (o ricalcolo) di tutti i pesi dipendenti da esso, o almeno quelli sui quali la variazione non è trascurabile.

Che sia facile, difficile, indolore o doloroso, deve essere fatto. Non è possibile decidere di non (ri)assegnare un peso ad un determinato arco uscente dal nodo che rappresenta noi stessi, ed è difficile farlo in alcune situazioni, ed è tanto più difficile farlo quanto è grande la variazione del valore in questione.

E così a volte ci si trova soli. Senza nessuno a cui chiedere o con cui consultarsi. Perché un po’ tutti sono coinvolti nell’insieme di valori di fiducia da riassegnare. E così ci si sente smarriti, almeno per un po’. Si è soli, e bisogna effettuare determinate scelte. La soluzione migliore, forse, è quella di confrontarsi direttamente con la persona nei confronti della quale bisogna rivalutare la fiducia. O forse no. Forse è proprio vero che “la fiducia è una debolezza”.

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Incertezza

Sunday, June 10th, 2007

A volte ho l’impressione di essere l’unico ad avere le idee confuse, a non sapere come comportarsi in certe situazioni, ad essere dubbioso su determinate cose. Mentre gli altri sembrano avere sempre le idee chiare e non avere dubbi in merito. O forse ostentano solamente, chi può dirlo?

E, paradossalmente, a volte è più piacevole sentirsi rispondere un «non so» da condividere invece di una risposta sicura e decisa.


The lunatic is in my head
The lunatic is in my head
You raise the blade, you make the change
You re-arrange me ’till I’m sane
You lock the door
And throw away the key
There is someone in my head but it’s not me.

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Celeste misantropia

Saturday, May 12th, 2007

Ogniqualvolta, più perché la situazione lo richiede che per mia volontà, tento di relazionarmi con coloro ai quali sarebbe normale fossi affine, mi sento sempre più estraneo, oltre a constatare di avere un sistema di principi totalmente diverso da loro.

Non mi sembra il caso di scendere a compromessi e non è di certo mia intenzione farlo, ma il prezzo da pagare potrebbe essere il totale isolamento. Che fare? In fondo è forse solo un altro mattone nel muro.


Why does my heart feel so bad?
Why does my soul feel so bad?
These open doors…

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Vuoto (‽)

Monday, April 23rd, 2007

Una riflessione. Intensa. Malinconica.
Una riflessione su qualcosa che non si riesce a delineare,
o che non si vuole delineare.
Come quando il pensiero è soffocato dallo stato emotivo.

Si ricerca qualcosa che possa descrivere…

Si trova un giorno, nella Volta del Tempo, un insolito personaggio che sta per suonare il Visisonor in contemporanea con il silenzioso cadere della popolazione di Terminus.
O un suono, Animals… Dogs, quell’assolo coinvolgente, seguito dalla conclusione del brano:

Who was born in a house full of pain.
Who was trained not to spit in the fan.
Who was told what to do by the man.
Who was broken by trained personnel.
Who was fitted with collar and chain.
Who was given a pat on the back.
Who was breaking away from the pack.
Who was only a stranger at home.
Who was ground down in the end.
Who was found dead on the phone.
Who was dragged down by the stone,
Who was dragged down by the stone.

Ma a volte basta una minima cosa, un piccolo segnale, a sciogliere la tensione emotiva e fornire la soluzione che non avremmo mai potuto determinare.

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C’est la vie

Monday, December 18th, 2006

Rambaldo continuò a camminare con questo giovane che gli era quasi sconosciuto, e siccome sentiva il bisogno di sfogarsi, attaccò il discorso.

- Io qui sono nuovo, non so, non è come credevo, tutto sfugge,
non si arriva mai, non si capisce.

Torrismondo non alzò gli occhi, solo interruppe per un momento il suo cupo fischiettio, e disse:

- Tutto è uno schifo.

Italo Calvino - Il cavaliere inesistente

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Sguardo verso il cielo

Monday, November 20th, 2006

«Ecco un altro giorno come ieri,
aspettare il mattino, per ricominciare…»

Fa un particolare effetto riascoltare una canzone che si era dimenticata e riconoscervi un po’ la propria vita, un po’ la vita di tutti.

«La forza di sorridere, la forza di lottare
la colpa di esser vivo, e non poter cambiare…»

Dopo questa lieve perturbazione, il blog scivola nuovamente nella sua tipica ed indifferente apatia, lasciando che il silenzio si insinui nuovamente in questi lidi…

«La maschera di un clown, in mezzo a un gran deserto
un fuoco che si spegne, uno sguardo verso il cielo.»

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Segnali di vita

Wednesday, November 15th, 2006

Comprendere il significato dell’amicizia e, nello stesso istante, accorgersi di non avere amici.

Imparare a vivere contando solo su sé stessi, convincersi che “la fiducia è una debolezza“, sopravvivere in una certa solitudine.

Accorgersi che, forse, qualche amico lo si ha.

Quale sarà il prossimo passo?

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Uomini soli

Sunday, November 5th, 2006

 

A volte un uomo è da solo perché ha in testa strani tarli [...]
perché la vita l’ha già messo al muro,
o perché, in un mondo falso, è un uomo vero.

L’oscurità ha la peculiare caratteristica di accentuare la solitudine, cancellando l’ombra che altrimenti ci accompagnerebbe, fedele. Sono certi pensieri derivanti da repentini salti di disco in disco, da associazioni di idee improvvisate…

Always searching, never finding, my shadows in the dark…

Concerto Grosso sembra continuare a rapirmi, seppur intermezzato da Sulle corde di Aries e Uomini soli.

Dio delle città e dell’immensità
magari tu ci sei e problemi non ne hai,
ma quaggiù non siamo in cielo
e se un uomo perde il filo,
è soltanto un uomo solo.