L’intelligenza ha qualcosa di affascinante.
L’uomo ha un’intelligenza sviluppata, anche gli animali hanno forme di intelligenza, ma nessuno ha costruito sistemi socio-culturali come quelli umani.
Sarà che sono i meccanismi di selezione naturale a determinare lo sviluppo dell’intelligenza, ma siamo abituati ad associare l’intelligenza unicamente alla vita.
Ma il funzionamento del sistema nervoso non è forse basato sulla trasmissione di segnali elettrochimici tra unità dette neuroni? Mi chiedo cosa potrebbe impedire a entità inanimate, ma opportunamente strutturate, di avere una propria intelligenza basata su un altro tipo di unità elementare ed un altro tipo di segnali. Di fronte a questa possibilità, quali possano essere i meccanismi di formazione di queste strutture appare di secondaria importanza.
Il dubbio è forse legittimo, tanto che alla sua origine (come ricordava Diego Casadei in un articolo) sta il romanzo fantascientifico La nuvola nera dell’astrofisico Fred Hoyle dove l’autore considera che una nube di gas ionizzato sia strutturata in modo da avere una propria intelligenza, basata sullo scambio di onde elettromagnetiche. Sì, è fantascienza: una strutturazione simile non viene fuori dal caos, ma teoricamente perché non sarebbe possibile?
Ho posto il problema di cosa possa strutturare un’entità inanimata in modo che sia intelligente. E se fosse proprio un’intelligenza a farlo? Uomo e intelligenza artificiale?
Non ne sono sicuro, ma ad un livello sufficientemente elementare il funzionamento del sistema nervoso dovrebbe essere, magari caotico, ma comunque deterministico. Se quindi un’intelligenza crea di fatto un’altra intelligenza o un gruppo di intelligenze, cosa garantisce a l’originale entità intelligente di non essere a sua volta un prodotto di altre entità intelligenti?
Considerando che anche l’universo in cui si trova ciascuna classe di intelligenze potrebbe essere artificiale e strutturato intorno alle stesse, queste potrebbero non accorgersi di essere artificiali. Postulando che una classe di entità intelligenti A possa strutturarne un’altra B, la classe A potrebbe inserire B nello stesso universo in cui si trova, oppure in un universo, come detto prima, strutturato ad hoc e che appare artificiale solo se visto da A, ma non dal punto di vista di B che è interna ad esso.
Qualora la classe di intelligenze B creasse a sua volta una classe C, entrambe le classi A e B vedrebbero come artificiale la classe C, ma solo la classe A constaterebbe che la cosa può ripetersi all’infinito. Altra nota: una classe potrebbe solo avere il dubbio di essere stata creata da un’altra, ma non poterlo verificare in alcun modo: insomma se può creare un’altra classe di intelligenze, comprenderà che potrebbe essere stata creata a sua volta.
Ognuno tragga le sue conclusioni.
Lo so, probabilmente molto di quello che ho scritto è errato, spero che qualche spunto di riflessione però lo si possa ricavare. Non ho nessuna delle competenze che sarebbero necessarie per effettuare considerazioni e riflessioni sul tema, quindi ci sono molte possibilità che abbia commesso qualche errore di fondo piuttosto madornale che renda completamente stupido e inutile tutto il ragionamento. E in fondo è quello che spero…