Archive for the 'No Time, no Space' Category

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Un universo diverso

Sunday, November 5th, 2006

«Adamo ed Eva mangiarono serpente in un ristorante cinese chiamato Conoscenza, e conclusero quella cena con litchi e biscottini della fortuna.
Adamo ne aprì uno e lesse: “Eccoti le equazioni dell’universo. A te i calcoli, e buona fortuna!”.
Eva ne aprì un altro, dove c’era scritto: “Non credere a nulla di quanto ti racconterà quest’uomo”.
Ecco come ebbe inizio la storia del nostro mondo!»

Robert Laughlin - Un universo diverso. Reinventare la fisica da cima a fondo.

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Intelligenza

Tuesday, October 17th, 2006

L’intelligenza ha qualcosa di affascinante.

L’uomo ha un’intelligenza sviluppata, anche gli animali hanno forme di intelligenza, ma nessuno ha costruito sistemi socio-culturali come quelli umani.

Sarà che sono i meccanismi di selezione naturale a determinare lo sviluppo dell’intelligenza, ma siamo abituati ad associare l’intelligenza unicamente alla vita.

Ma il funzionamento del sistema nervoso non è forse basato sulla trasmissione di segnali elettrochimici tra unità dette neuroni? Mi chiedo cosa potrebbe impedire a entità inanimate, ma opportunamente strutturate, di avere una propria intelligenza basata su un altro tipo di unità elementare ed un altro tipo di segnali. Di fronte a questa possibilità, quali possano essere i meccanismi di formazione di queste strutture appare di secondaria importanza.

Il dubbio è forse legittimo, tanto che alla sua origine (come ricordava Diego Casadei in un articolo) sta il romanzo fantascientifico La nuvola nera dell’astrofisico Fred Hoyle dove l’autore considera che una nube di gas ionizzato sia strutturata in modo da avere una propria intelligenza, basata sullo scambio di onde elettromagnetiche. Sì, è fantascienza: una strutturazione simile non viene fuori dal caos, ma teoricamente perché non sarebbe possibile?

Ho posto il problema di cosa possa strutturare un’entità inanimata in modo che sia intelligente. E se fosse proprio un’intelligenza a farlo? Uomo e intelligenza artificiale?

Non ne sono sicuro, ma ad un livello sufficientemente elementare il funzionamento del sistema nervoso dovrebbe essere, magari caotico, ma comunque deterministico. Se quindi un’intelligenza crea di fatto un’altra intelligenza o un gruppo di intelligenze, cosa garantisce a l’originale entità intelligente di non essere a sua volta un prodotto di altre entità intelligenti?

Considerando che anche l’universo in cui si trova ciascuna classe di intelligenze potrebbe essere artificiale e strutturato intorno alle stesse, queste potrebbero non accorgersi di essere artificiali. Postulando che una classe di entità intelligenti A possa strutturarne un’altra B, la classe A potrebbe inserire B nello stesso universo in cui si trova, oppure in un universo, come detto prima, strutturato ad hoc e che appare artificiale solo se visto da A, ma non dal punto di vista di B che è interna ad esso.

Qualora la classe di intelligenze B creasse a sua volta una classe C, entrambe le classi A e B vedrebbero come artificiale la classe C, ma solo la classe A constaterebbe che la cosa può ripetersi all’infinito. Altra nota: una classe potrebbe solo avere il dubbio di essere stata creata da un’altra, ma non poterlo verificare in alcun modo: insomma se può creare un’altra classe di intelligenze, comprenderà che potrebbe essere stata creata a sua volta.

Ognuno tragga le sue conclusioni.

Lo so, probabilmente molto di quello che ho scritto è errato, spero che qualche spunto di riflessione però lo si possa ricavare. Non ho nessuna delle competenze che sarebbero necessarie per effettuare considerazioni e riflessioni sul tema, quindi ci sono molte possibilità che abbia commesso qualche errore di fondo piuttosto madornale che renda completamente stupido e inutile tutto il ragionamento. E in fondo è quello che spero…

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Dio

Monday, October 9th, 2006

È un tema che prima o poi dovevo toccare. Oltre ad essere una questione sulla quale, prima o poi, dovrò prendere la mia personale decisione.

Dio esiste? Perché ci si pone questa domanda? È, quello sul trascendente, un dubbio legittimo oppure non è altro che qualcosa originato solamente da esigenze dell’uomo?

Il credere, ma anche il non credere, non è qualcosa di facile da decidere. Tempo fa, qualcuno mi faceva notare che «una volta separato ciò che si sa da ciò in cui si crede, non è un problema credere.» Effettivamente è il modo di pensare che sembra più avvicinarsi al mio, una fede sì, ma senza pretese sul mondo fisico, senza dogmi che ci precludano la possibilità di conoscere il funzionamento dell’universo.

Già, ma una volta separato ciò che si sa da ciò in cui si crede, che ruolo attribuiamo a Dio? Che senso ha la sua esistenza? Tra l’altro, come definiamo la sua esistenza, esistenza di qualcosa di indefinibile? O forse, usando una metafora proveniente da Flatlandia, Dio è la sfera che vediamo come cerchio?

Probabilmente, ad un ateo questo post sembrerà insensato e io sembrerò idiota, per un credente sembrerà troppo poco ortodosso, per un agnostico, boh, spero che almeno un agnostico possa capire.

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Here we go…

Saturday, August 12th, 2006

“…tutto cambia, nulla si può fermare” F.B.

Già, da critico nei confronti dell’atto di tenere un diario, da contrario all’uso del blog come espressione più o meno ordinata dei propri pensieri e sentimenti, mi sono ritrovato ad aprire un blog dai contorni indefiniti.

A chi si rivolge il mio primo post? A potenziali lettori, se mai ne avrò. Lettori che diventeranno tali solo dopo che avranno letto questo post, solo dopo che io lo avrò scritto. Quindi, in questo istante, non avendo lettori, ho deciso di rivolgermi “al futuro o al passato, a un tempo in cui il pensiero è libero, quando gli uomini sono differenti l’uno dall’altro e non vivono soli… a un tempo in cui esiste la verità e quel che è fatto non può essere disfatto. Dall’età del livellamento, dall’età della solitudine, dall’età del Grande Fratello, dall’età del bipensiero… tanti saluti!” W.S.

Per far si che le ispirazioni che mi hanno spinto a creare un blog non rimangano un mistero assoluto, spendo due parole in merito, nel caso qualcuno vi fosse interessato. Riflessioni di impronta filosofica, teologica, epistemologica (ammesso che possa ritenermi in grado di elaborarle), ma anche critiche e commenti su ciò che concretamente ci sta intorno: vari frammenti di questo genere si assurgono, ogni tanto, nell’oscuro mandala del mio pensiero… ed ho la presunzione di ritenere  (probabilmente inutili da un punto di vista concreto) che siano degne di nota e di interesse da parte di qualcuno.

La decisione di aprire un blog si è condensata in parte grazie a questo post di Angel, in parte grazie alla lettura delle interessanti riflessioni di Palantir, in parte grazie ad una riflessione espressa da me in un commento ad un blog, che probabilmente scriverò anche qui. Un ringraziamento particolare va a Frieda che mi aveva gentilmente offerto un posto presso il suo sito, ma ho preferito rimanere distaccato, offerta ad ogni modo gradita.

Per quanto riguarda il titolo del blog è tratto dal titolo di una raccolta di Franco Battiato “Shadow, Light” unito ad un verso dello stesso artista della canzone “I’m that” dell’album “Dieci Stratagemmi”, che recita “The impenetrable gloom, of light intense”.

Per sapere di più su di me si veda qui. Con questo concludo il mio primo intervento, il primo lampo elettromagnetico ad ampio spettro, la prima riflessione in questo blog.