
Il velo di Einstein
November 18th, 2008Non ha senso parlare di cose di cui non abbiamo prove dirette.
Dice Bohr: «Nessun fenomeno è un fenomeno finché non è un fenomeno osservato».
Senza l’osservazione, quindi, i fenomeni non esistono.
Anton Zeilinger. Il velo di Einstein. Il nuovo mondo della fisica quantistica.
“Fakt 48: Fakts still exist even if they are ignored” (Harvie Krumpet)
per la cronaca io sono dalla parte di Harvie. Bohr ha fatto cose mirabolanti in vita sua ma ha detto anche un sacco di sciocchezze (essendo Bohr e non un tizio qualsiasi si poteva permettere di dire sciocchezze senza che la sua grandezza ne venisse sminuita)
> Senza l’osservazione, quindi, i fenomeni non esistono.
allora il gatto di Schrödinger quando è nella scatola non esiste? mi sembra una cazzata…
@J_B: non mi pare si tratti solo di Bohr, dato che anche Zeilinger si esprime più o meno concordemente e lo hanno fatto anche altri. Nell’articolo di Mermin sul paradosso EPR è citato Pascual Jordan il quale senza mezzi termini afferma che le osservazioni “producono” ciò che deve essere misurato, non solo lo disturbano. Quindi mi guardo bene, per quanto l’idea sia controintuitiva e assurda, dal liquidarla come sciocchezza dato: la questione è tutt’altro che risolta e non ci sono molte proposte di interpretazione ragionevoli.
@valepert: la questione posta da Schrodinger non è tanto se il gatto esiste o meno, e nemmeno Bohr e Zeilinger la mettono in questi termini. I “fenomeni” sono, in tale contesto le proprietà degli oggetti, non tanto non gli oggetti stessi. Ma se vogliamo parlare di “esistenza”: una molecola composta da decine di atomi di carbonio che, come ha sperimentato Zeilinger stesso, produce una figura d’interferenza nell’esperimento della doppia fenditura, “esiste” contemporaneamente nelle due fenditure nell’istante in cui ci aspettiamo che stia attraversando lo schermo? O, dato che non la osserviamo mentre passa, la consideriamo un’onda? E perché non possiamo considerare il gatto alla stregua di un’onda quando non lo osserviamo? Ha senso parlare di qualcosa che non stiamo osservando (e quindi anche dire che esiste)? Le risposte ancora non sono state date.
Per la cronaca: a me non dispiace affatto la formulazione di Bohm della meccanica quantistica. Purtroppo all’università (e nel 99,9% dei libri di testo) si parla solo dell’interpretazione di Copenhagen. Sono anche einstenianamente convinto che la MQ sia solo un caso particolare di una teoria più generale (e non parlo della relatività quantistica).