
Brave New War
Friday, May 30th, 2008
Ne Il Mondo Nuovo, Huxley ipotizzava la standardizzazione genetica degli individui. Gli embrioni destinati ad appartenere alle caste inferiori (Gamma, Delta ed Epsilon) venivano indotti a riprodursi, e così a cascata il procedimento veniva applicato gli embrioni ottenuti, fino ad un massimo di 96 embrioni a partire da un solo individuo. Il concetto di clonazione era ancora lontano dall’immaginario collettivo e poco si sapeva sul DNA. Nell’ipotesi di Huxley, la duplicazione veniva ottenuta bloccando lo sviluppo dell’embrione mediante un qualche tipo di stress, in reazione al quale l’embrione germogliava. Il tutto prendeva il nome di processo Bokanovsky.
Ottenere gruppi in numero variabile da 8 a 96 individui geneticamente identici permetteva di ottimizzare il rendimento produttivo di tali persone, presentando essi identica risposta ai condizionamenti chimici e psicologici durante l’infanzia. Il tipo di società del mondo nuovo tendeva a sopprimere l’identità dell’individuo in favore di una prospettiva collettiva, a maggior ragione per le caste inferiori, e questo impediva anche lo sviluppo di personalità diverse all’interno di questi gruppi di gemelli-cloni. La potenza di uno strumento simile per il controllo della società appare enorme.
Ma c’è un tema che la favola non tocca, e che è appena sfiorato da Ritorno al Mondo Nuovo: la guerra, o meglio, la guerra in una società di questo genere. Nel mondo di Huxley vi è un solo stato, un solo governo imperante: assenza e impossibilità di uno stato di guerra, ben lontano dalla situazione «la guerra è pace» in 1984 di Orwell.
Gruppi di individui pressoché identici prodotti in serie ed in gran quantità, condizionati ad accettare la morte come cosa naturale, con l’idea di «appartenere a tutti gli altri» sarebbero ideali come soldati. Ricorda qualcosa? Star Wars, i cloni e, poi, le truppe imperiali. Tutti cloni di un unico individuo, privi o quasi di personalità individuale, tutti con identica armatura-uniforme e tutti dietro una maschera. Lucas ha dichiarato, al fine di risolvere incongruenze tra le due trilogie, che le truppe imperiali non sono tutte cloni, ma il concetto rimane. Non so quanto fosse nelle intenzioni di Lucas rappresentare questo, ma l’immagine piatta che viene resa di tali truppe (anche se questo spesso avviene nei film quando si tratta di nemici) può essere vista come significativa in questo senso.
A latere, è interessante considerare come individui di questo genere non solo avrebbero meno paura della morte e sarebbero più determinati dell’azione, ma la loro morte stessa sarebbe vista come poco significativa, visto il valore nullo della loro personalità.
In sostanza, applicate l’efficienza produttiva delle caste inferiori del Mondo Nuovo ad un contesto in cui gli individui siano destinati alla guerra, pensate anche ai cloni di Star Wars e traete le vostre conclusioni.
Se questo sembra molto lontano, pensate al potere di certa propaganda di indurre nelle persone determinate volontà, idee, fanatismi: propaganda e condizionamento sono trattati accuratamente in Ritorno al Mondo Nuovo. A me vengono in mente Un anno sull’altopiano, Apocalypse Now e Full Metal Jacket.
E oggi? E domani?
Ne Il Mondo Nuovo, Huxley ipotizzava la standardizzazione genetica degli individui. Gli embrioni destinati ad appartenere alle caste inferiori (Gamma, Delta ed Epsilon) venivano indotti a riprodursi, e così a cascata il procedimento veniva applicato gli embrioni ottenuti, fino ad un massimo di 96 embrioni a partire da un solo individuo. Il concetto di clonazione era ancora lontano dall’immaginario collettivo e poco si sapeva sul DNA. Nell’ipotesi di Huxley, la duplicazione veniva ottenuta bloccando lo sviluppo dell’embrione mediante un qualche tipo di stress, in reazione al quale l’embrione germogliava. Il tutto prendeva il nome di processo Bokanovsky.
Ottenere gruppi in numero variabile da 8 a 96 individui geneticamente identici permetteva di ottimizzare il rendimento produttivo di tali persone, presentando essi identica risposta ai condizionamenti chimici e psicologici durante l’infanzia. Il tipo di società del mondo nuovo tendeva a sopprimere l’identità dell’individuo in favore di una prospettiva collettiva, a maggior ragione per le caste inferiori, e questo impediva anche lo sviluppo di personalità diverse all’interno di questi gruppi di gemelli-cloni. La potenza di uno strumento simile per il controllo della società appare enorme.
Ma c’è un tema che la favola non tocca, e che è appena sfiorato da Ritorno al Mondo Nuovo: la guerra, o meglio, la guerra in una società di questo genere. Nel mondo di Huxley vi è un solo stato, un solo governo imperante: assenza e impossibilità di uno stato di guerra, ben lontano dalla situazione «la guerra è pace» in 1984 di Orwell.
Gruppi di individui pressoché identici prodotti in serie ed in gran quantità, condizionati ad accettare la morte come cosa naturale, con l’idea di «appartenere a tutti gli altri» sarebbero ideali come soldati. Ricorda qualcosa? Star Wars, i cloni e, poi, le truppe imperiali. Tutti cloni di un unico individuo, privi o quasi di personalità individuale, tutti con identica armatura-uniforme e tutti dietro una maschera. Lucas ha dichiarato, al fine di risolvere incongruenze tra le due trilogie, che le truppe imperiali non sono tutte cloni, ma il concetto rimane. Non so quanto fosse nelle intenzioni di Lucas rappresentare questo, ma l’immagine piatta che viene resa di tali truppe (anche se questo spesso avviene nei film quando si tratta di nemici) può essere vista come significativa in questo senso.
A latere, è interessante considerare come individui di questo genere non solo avrebbero meno paura della morte e sarebbero più determinati dell’azione, ma la loro morte stessa sarebbe vista come poco significativa, visto il valore nullo della loro personalità.
In sostanza, applicate l’efficienza produttiva delle caste inferiori del Mondo Nuovo ad un contesto in cui gli individui siano destinati alla guerra, pensate anche ai cloni di Star Wars e traete le vostre conclusioni.
Se questo sembra molto lontano, pensate al potere di certa propaganda di indurre nelle persone determinate volontà, idee, fanatismi: propaganda e condizionamento sono trattati accuratamente in Ritorno al Mondo Nuovo. A me vengono in mente Un anno sull’altopiano, Apocalypse Now e Full Metal Jacket.
E oggi? E domani?