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Olismo o riduzionismo?

February 8th, 2008

Preludio e…

Non è facile trovare l’approccio giusto al problema, se non altro perché viene da chiedersi se sia realmente un problema o se ai fini di descrivere la realtà sia ininfluente.

Semplificando, l’olismo sostiene che un sistema (il tutto) sia maggiore della somma delle sue parti, mentre il riduzionismo sostiene che esso sia uguale alla somma delle sue parti.

Già a un livello di descrizione così semplificato si ha un’idea di quanto sia problematico costruire una riflessione sul tema. Innanzitutto non si sta parlando di grandezze fisiche o valori numerici, quindi maggiore, uguale e somma sono termini in qualche modo inappropriati. In secondo luogo, e questo sarà il punto fondamentale, va compreso cosa significa in questo caso essere, il che è tutt’altro che banale.

Premesso questo, veniamo al punto. Abbiamo spesso a che fare con sistemi il cui comportamento può, a seconda dei casi, essere ben noto e compreso a livello delle componenti elementari, oltre che deterministico e prevedibile a livello di fenomeni che coinvolgono il sistema nel suo complesso.

Si può pensare alle leggi dei gas: le particelle si muovono, anche se secondo le leggi della meccanica, in maniera caotica, ma il comportamento macroscopico è descrivibile con modelli relativamente semplici; è anche possibile, con una derivazione relativamente semplice, verificare la relazione tra l’energia cinetica media delle molecole e la temperatura del gas.

Si può pensare anche alla corrente elettrica: gli elettroni si muovono in modo casuale a velocità elevatissime, ma il loro flusso in un conduttore sottoposto a differenza di potenziale è, in un certo senso, ordinato e descrivibile con modelli ben precisi.

Ma man mano però che i sistemi diventano più complessi, si pensi ai sistemi climatici, ai sistemi sociali o al sistema complesso per eccellenza, il cervello umano, si perde di vista la correlazione tra i fenomeni che avvengono a livello elementare e i fenomeni ad alto livello, dati dal comportamento complessivo del sistema. A livello formale, i fenomeni ad alto livello possono essere talmente complessi da renderne molto difficile l’elaborazione di un modello a complessità accettabile, figuriamoci i problemi insiti nel descrivere la loro correlazione con la moltitudine di fenomeni elementari da cui derivano.

Il fatto di non riuscire a dare un tal tipo di descrizione implica di fatto che il sistema non sia riconducibile alla sola somma delle sue parti? Ma come possiamo ragionare su ciò che è il sistema se non ragionando sul migliore modello di esso che riusciamo a definire?

Il fatto che non si riesca a definire un modello che riconduca il comportamento complessivo di certi sistemi ai fenomeni di livello elementare è l’unico che si può constatare oggettivamente. E non ci dice né che il sistema è più della somma delle sue parti né che è uguale alla somma delle sue parti, piuttosto sembra che far perdere senso alla questione. Se ragioniamo, possiamo ragionare comunque su modelli del sistema, siano essi modelli matematici o modelli mentali, ma non possiamo che rimanere agnostici per quanto riguarda ciò che il sistema è.

Quindi, di fatto, che ragion d’essere ha la controversia tra olismo e riduzionismo se è ininfluente per quanto concerne la descrizione della realtà?

Come al solito, forse mi sfugge qualcosa, anche se a differenza di altre volte mi pare di esser arrivato ad una determinata conclusione. Si invitano i lettori ad correggere eventuali errori, fallacie e quant’altro o semplicemente ad esprimere la propria opinione.

2 comments to “Olismo o riduzionismo?”

  1. Complichiamoci un po’ la vita. Esistono sistemi ben noti e compresi, nonché perfettamente deterministici, che però sono impredicibili. Sono i cosiddetti sistemi “caotici” (dove qui la parola “caotico” ha un significato ben diverso dal caos stocastico che si ritrova nei gas ecc).
    Esistono poi sistemi fortemente non ergodici dove non è neppure possibile dare un modello macroscopico approssimato come si può invece fare con la corrente elettrica.
    Da un punto di vista prettamente fisico-scientifico la soluzione del dilemma filosofico risiede banalmente nel rendersi conto che l’insieme è la somma delle parti *più* la somma delle reciproche interazioni. E sono sempre le interazioni che fregano, costringendoci ad usare modelli approssimati e, spesso, approssimativi che non riescono a cogliere la complessità del tutto.


  2. Oramai sono abituato al fatto che le cose non siano mai semplici come credo e che tu sei sempre in grado di tirare fuori una qualche complicazione :-) Comunque avrei voluto citare anche i sistemi caotici, ma non mi era chiaro quello che poi tu, neanche a farlo apposta, hai spiegato. Dovrai farmi una lezione su come classificare i sistemi.
    Grazie per l’intervento. :-)


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