
Psicostoria (2)
April 15th, 2007Era necessario un secondo intervento sul tema, anche in funzione dei commenti ricevuti, di idee scambiate e di riflessioni compiute. Innanzitutto, il dubbio espresso alla fine del post precedente sul tema non ha motivo d’essere. Lo sviluppo di nuove tecnologie per il calcolo richiede comunque la risoluzione di problemi, ognuno con la propria complessità.
Ora, non avevo considerato che un sistema sociale è stocastico, non deterministico. Di conseguenza l’approccio alla complessità, sul quale si basavano le considerazioni precedenti, potrebbe essere errato. Anzi, nella psicostoria di Asimov, le previsioni sono più esatte quanto più grande è la massa di individui considerata. E effettivamente tanto più grande è un sistema, tanto più il comportamento di un singolo elemento diminuisce di influenza. E tanto più grande il tempo considerato, tanto un singolo evento diventa meno influente. Tuttavia, non è detto agiscano necessariamente meccanismi di feedback negativo, potrebbero agire meccanismi di feedback positivo che tendono ad amplificare i singoli eventi.
Un’altra considerazione è che le previsioni che si riescono a determinare possano non permettere di determinare lo stato futuro del sistema con precisione sufficiente. O praticamente che possano risultare totalmente inutili.
Infine, oltre all’approccio stocastico, potrebbe risultare interessante anche l’idea di una simulazione basata su un modello numerico dell’evoluzione di un sistema simile, ovviamente con un determinato grado di approssimazione. Non quanto sia fattibile e se quindi possa fornire più informazioni rispetto al modello probabilistico.
Terminando qui il secondo capitolo sulla psicostoria, due note per quanto riguarda i romanzi. Rileggere Il crollo della galassia centrale e L’altra faccia della spirale conoscendo già la verità sul Mule (o Mulo, a seconda della traduzione) e sulla Seconda Fondazione non è proprio la stessa cosa, anche se vi sono numerosi dettagli che si dimenticano e che si ha piacere a riscoprire. Il fascino della spiegazione riguardo lo svolgersi dei fatti da parte del Primo Oratore al suo allievo è comunque il medesimo. E intanto mi dirigo verso L’orlo della Fondazione, del quale uno dei titoli ipotizzati era Foundations at bay…
…tanto più grande è un sistema, tanto più il comportamento di un singolo elemento diminuisce di influenza…
In realtà è falso. Per comodità si cerca sempre di studiare sistemi in cui questa proprietà (nota come “self-averaging”) valga ma esistono sistemi (neppure troppo esoterici) dove, all’aumentare del numero di elementi, aumentano anche le fluttuazioni e quindi non si converge mai ad un valore medio.
Lo so, l’universo è complicato :-)
Credevo che il “self-averaging” fosse simile al “feedback negativo”, e infatti ho citato anche il “feedback positivo” che agisce su alcuni sistemi, ad esempio, secondo alcuni, sul clima. Dovrò approfondire la cosa. :-)
Il feedback positivo è quello che aumenta un fenomeno, quello negativo lo diminuisce. I.e. fenomeno “popolazione umana”: il feedback positivo sono le nascite (che aumentano con l’aumentare della popolazione) e il negativo sono le morti.