Archive for April, 2007

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Vuoto (‽)

Monday, April 23rd, 2007

Una riflessione. Intensa. Malinconica.
Una riflessione su qualcosa che non si riesce a delineare,
o che non si vuole delineare.
Come quando il pensiero è soffocato dallo stato emotivo.

Si ricerca qualcosa che possa descrivere…

Si trova un giorno, nella Volta del Tempo, un insolito personaggio che sta per suonare il Visisonor in contemporanea con il silenzioso cadere della popolazione di Terminus.
O un suono, Animals… Dogs, quell’assolo coinvolgente, seguito dalla conclusione del brano:

Who was born in a house full of pain.
Who was trained not to spit in the fan.
Who was told what to do by the man.
Who was broken by trained personnel.
Who was fitted with collar and chain.
Who was given a pat on the back.
Who was breaking away from the pack.
Who was only a stranger at home.
Who was ground down in the end.
Who was found dead on the phone.
Who was dragged down by the stone,
Who was dragged down by the stone.

Ma a volte basta una minima cosa, un piccolo segnale, a sciogliere la tensione emotiva e fornire la soluzione che non avremmo mai potuto determinare.

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Psicostoria (2)

Sunday, April 15th, 2007

Era necessario un secondo intervento sul tema, anche in funzione dei commenti ricevuti, di idee scambiate e di riflessioni compiute. Innanzitutto, il dubbio espresso alla fine del post precedente sul tema non ha motivo d’essere. Lo sviluppo di nuove tecnologie per il calcolo richiede comunque la risoluzione di problemi, ognuno con la propria complessità.

Ora, non avevo considerato che un sistema sociale è stocastico, non deterministico. Di conseguenza l’approccio alla complessità, sul quale si basavano le considerazioni precedenti, potrebbe essere errato. Anzi, nella psicostoria di Asimov, le previsioni sono più esatte quanto più grande è la massa di individui considerata. E effettivamente tanto più grande è un sistema, tanto più il comportamento di un singolo elemento diminuisce di influenza. E tanto più grande il tempo considerato, tanto un singolo evento diventa meno influente. Tuttavia, non è detto agiscano necessariamente meccanismi di feedback negativo, potrebbero agire meccanismi di feedback positivo che tendono ad amplificare i singoli eventi.

Un’altra considerazione è che le previsioni che si riescono a determinare possano non permettere di determinare lo stato futuro del sistema con precisione sufficiente. O praticamente che possano risultare totalmente inutili.

Infine, oltre all’approccio stocastico, potrebbe risultare interessante anche l’idea di una simulazione basata su un modello numerico dell’evoluzione di un sistema simile, ovviamente con un determinato grado di approssimazione. Non quanto sia fattibile e se quindi possa fornire più informazioni rispetto al modello probabilistico.

Terminando qui il secondo capitolo sulla psicostoria, due note per quanto riguarda i romanzi. Rileggere Il crollo della galassia centrale e L’altra faccia della spirale conoscendo già la verità sul Mule (o Mulo, a seconda della traduzione) e sulla Seconda Fondazione non è proprio la stessa cosa, anche se vi sono numerosi dettagli che si dimenticano e che si ha piacere a riscoprire. Il fascino della spiegazione riguardo lo svolgersi dei fatti da parte del Primo Oratore al suo allievo è comunque il medesimo. E intanto mi dirigo verso L’orlo della Fondazione, del quale uno dei titoli ipotizzati era Foundations at bay