
Psicostoria
March 4th, 2007Ci sono diversi motivi per cui si rilegge un romanzo, tra cui rifletterci con maggiore consapevolezza o ricordarlo in vista di letture relate ad esso.
Così ho rispolverato Cronache della galassia (o Fondazione, ma come titolo non è altrettanto affascinante) e mi da le stesse sensazioni della prima volta. La sottigliezza dell’agire di Hardin nella seconda crisi Seldon è qualcosa di magnifico e mi colpisce allo stesso modo.
La psicostoria è il fondamento del progetto di Seldon e base dell’intero ciclo della Fondazione.
«PSICOSTORIA… Gaal Dornick, servendosi di concetti non matematici, ha definito la psicostoria come quella branca della matematica che studia le reazioni d’un agglomerato umano a determinati stimoli sociali ed economici…
È implicito in tutte queste definizioni che l’agglomerato umano in questione deve essere sufficientemente grande da consentire varie elaborazioni statistiche. Le dimensioni minime dell’agglomerato possono essere calcolate con il primo Teorema di Seldon che dice… Un ulteriore assunto è che la comunità esaminata deve essere, essa stessa, all’oscuro dell’analisi psicostorica affinché le sue reazioni siano assolutamente istintive…
La base di ogni scienza psicostorica valida è nello sviluppo delle Funzioni Seldon che conferiscono proprietà analoghe a quelle forze sia economiche sia sociali che…»
Enciclopedia Galattica. CXVI edizione. Terminus, Editori Enciclopedia Galattica, 1020 E.F.
Affascinano le precise previsioni di Seldon sulle distribuzioni di probabilità riguardo al futuro del suo progetto. La cosa è interessante e porta a chiedersi, inevitabilmente, se sia possibile compiere delle analisi statistiche sui comportamenti delle masse fino a prevederne i comportamenti futuri, basandosi unicamente sullo stato attuale del sistema.
La risposta è no. Perché? È presto detto (un grazie a J B che a suo tempo me lo spiegò, vediamo se riesco, ad oggi, a spiegarlo io e ad aggiungerci qualche riflessione).
Il postulato, falso, imposto da Asimov è che il modello matematico di un sistema psicostorico cresca più lentamente (in modo sub-lineare) rispetto alla crescita del sistema stesso. In questo modo sarebbe possibile risolvere il modello matematico che predice il comportamento del sistema dall’istante attuale t0 fino ad un istante t in un tempo molto minore di t - t0. Non sono noti però modelli di sistemi a complessità sub-lineare: la complessità può essere polinomiale, esponenziale o fattoriale. Un sistema complesso come un sistema sociale potrebbe essere descritto solamente da modelli molto complessi. Si pensi ai sistemi caotici: essi hanno un comportamento deterministico ma talmente complesso da risultare impredicibile.
Tuttavia permane un dubbio. La velocità con la quale possiamo risolvere un problema dipende dalla velocità dei mezzi a nostra disposizione: essa stessa evolve nel tempo e potrebbe evolvere secondo vari modelli di crescita… ha una qualche implicazione?
In generale i sistemi complessi più interessanti sono quelli “non lineari”. Ma la psicostoria è fattibile, basta avere una conoscenza completa del sistema. Dirai che il princicpio di indeterminazione di Heisenberg non lo permette, ma ti rispondo che basta conoscere gli elementi che peseranno sul comportamento. Nei sistemi complessi le azioni “strane” vengono assorbite dal sistema su un tempo lungo (a meno che non siano altamente distruttive).
Se poi tieni conto che l’universo (almeno dal punto di vista antropocentrico) è banale, puoi arrivare a previsioni in modo abbastanza facile.
Se ti interessa leggere il primo racconto in cui appare (pur non essendo nominata), la psicostoria, devi leggere Homo Sol di Asimov (un racconto degli inizi).
Se anche conoscessimo con precisione lo stato del sistema, il problema resterebbe risolverne il modello matematico in tempo utile. E se il sistema ha grande complessità (come ci si aspetterebbe) si sarà in grado, al massimo, di predirne il comportamento solamente per dimensioni molto ridotte, in questo caso per un tempo assai breve. Cosa mi sfugge? Forse che non essendo un sistema deterministico, ma stocastico, ha una complessità che va trattata in altro modo? Esiste un meccanismo di feedback negativo che agisce sul lungo periodo mantenendo l’evoluzione del sistema relativamente semplice?