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Tempocontinuità

January 5th, 2007

Un post sul nuovo anno per il calendario gregoriano e sul nuovo anno della mia vita non credo potesse mancare, seppur in relativo ritardo.

Intanto non posso che citare un post di Joke e uno di Angel, che ho molto apprezzato. Segue la mia inutile riflessione sul tema.

Che significato ha l’inizio di un nuovo anno? Il sistema che usiamo per misurare il tempo è fatto in modo che le stagioni coincidano sempre con gli stessi periodi dell’anno, ma il punto di inizio del nuovo anno è convenzionale. «La Natura, signor mio, si burla delle costituzioni e decreti de i principi, degli imperatori e de i monarchi, a richiesta dè i quali ella non muterebbe un iota delle leggi e statuti suoi.» Già, per la natura il primo gennaio non è diverso dagli altri giorni. Per parte della popolazione mondiale sì, per tutta una serie di contruzioni sociali che vi poggiano sopra. Forse l’inizio di un nuovo anno diventa il motivo, o il pretesto, per cambiare qualcosa, che altrimenti saremmo incapaci di cambiare? Forse sto sopravvalutando la cosa, forse è l’effetto di continuare a sentir dire anno nuovo, vita nuova, non so.

Il compleanno invece è diverso, ma in qualche modo si ricollega, o forse sono io che sto forzando un’analogia. Il proprio compleanno n-esimo rappresenta il giorno in cui sono passati n anni dalla propria nascita, ma l’anno è un’unità di misura che non dipende da alcun ritmo biologico, il giorno del compleanno è un giorno quindi come tutti gli altri. Cosa significa? Nulla, non è questo il punto. Il punto è che il nostro sviluppo (o la nostra regressione) di sistemi tempovarianti è continuo, non discreto. Siamo tempocontinui, e più grande è l’unità di misura che usiamo per misurare l’età, più grande è l’errore che commettiamo nell’uso di questa grandezza. Ma alla fine è inutile fare considerazioni su ciò, dal momento che è molto più grande l’incertezza data dall’usare l’età stessa come elemento di valutazione per altre caratteristiche dell’individuo.

Rileggendo, a posteriori, mi accorgo che è difficile trovare un senso a questo post. Però quando ho iniziato a scrivere un senso lo avevo in mente. Forse che non dobbiamo concentrarci sul quando, ma piuttosto sul come e sul perché? Forse che la rappresentazione (non la percezione) che noi diamo del mondo non sempre lo rispecchia adeguatamente?  

Categories: Prospettive

One comment to “Tempocontinuità”

  1. Si può trovare anche qualcosa di positivo in quello che dici… e cioè, che con convenzioni e “rituali” come questi dell’anno nuovo o del compleanno, tendiamo a discretizzare e semplificare fenomeni di tutt’altra natura, come lo scorrere del tempo, ma che presi nel loro contesto originario e più profondo sarebbero molto difficili da comprendere.

    In altre parole… non potendoci ripetere in ogni istante che il tempo passa e noi cambiamo, anche se infinitesimamente… meglio farlo una volta ogni tanto, piuttosto che non ricordarcelo proprio ;-)


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