Archive for January, 2007

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Dal Big Bang ai buchi neri

Wednesday, January 31st, 2007

«Perché l’universo si da la pena di esistere? Se riusciremo a trovare la risposta a questa domanda, decreteremo il trionfo definitivo della ragione umana: giacché allora conosceremmo la mente di Dio.»
Stephen W. Hawking

«Questo è anche un libro su Dio… o forse sull’assenza di Dio. La parola Dio riempie queste pagine. Hawking si avventura in una ricerca per rispondere alla famosa domanda di Einstein se Dio abbia avuto qualche scelta nella creazione dell’universo. Hawking sta tentando, come afferma esplicitamente, di capire la mente di Dio.»
Carl Sagan

«Da dove ebbe origine l’universo? Come e perché ebbe inizio? Avrà mai fine e in tal caso come? Smetterà di espandersi e comincerà a contrarsi oppure si espanderà per sempre?»
Stephen W. Hawking - Dal Big Bang ai buchi neri. Breve storia del tempo.

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Tempocontinuità

Friday, January 5th, 2007

Un post sul nuovo anno per il calendario gregoriano e sul nuovo anno della mia vita non credo potesse mancare, seppur in relativo ritardo.

Intanto non posso che citare un post di Joke e uno di Angel, che ho molto apprezzato. Segue la mia inutile riflessione sul tema.

Che significato ha l’inizio di un nuovo anno? Il sistema che usiamo per misurare il tempo è fatto in modo che le stagioni coincidano sempre con gli stessi periodi dell’anno, ma il punto di inizio del nuovo anno è convenzionale. «La Natura, signor mio, si burla delle costituzioni e decreti de i principi, degli imperatori e de i monarchi, a richiesta dè i quali ella non muterebbe un iota delle leggi e statuti suoi.» Già, per la natura il primo gennaio non è diverso dagli altri giorni. Per parte della popolazione mondiale sì, per tutta una serie di contruzioni sociali che vi poggiano sopra. Forse l’inizio di un nuovo anno diventa il motivo, o il pretesto, per cambiare qualcosa, che altrimenti saremmo incapaci di cambiare? Forse sto sopravvalutando la cosa, forse è l’effetto di continuare a sentir dire anno nuovo, vita nuova, non so.

Il compleanno invece è diverso, ma in qualche modo si ricollega, o forse sono io che sto forzando un’analogia. Il proprio compleanno n-esimo rappresenta il giorno in cui sono passati n anni dalla propria nascita, ma l’anno è un’unità di misura che non dipende da alcun ritmo biologico, il giorno del compleanno è un giorno quindi come tutti gli altri. Cosa significa? Nulla, non è questo il punto. Il punto è che il nostro sviluppo (o la nostra regressione) di sistemi tempovarianti è continuo, non discreto. Siamo tempocontinui, e più grande è l’unità di misura che usiamo per misurare l’età, più grande è l’errore che commettiamo nell’uso di questa grandezza. Ma alla fine è inutile fare considerazioni su ciò, dal momento che è molto più grande l’incertezza data dall’usare l’età stessa come elemento di valutazione per altre caratteristiche dell’individuo.

Rileggendo, a posteriori, mi accorgo che è difficile trovare un senso a questo post. Però quando ho iniziato a scrivere un senso lo avevo in mente. Forse che non dobbiamo concentrarci sul quando, ma piuttosto sul come e sul perché? Forse che la rappresentazione (non la percezione) che noi diamo del mondo non sempre lo rispecchia adeguatamente?