
Dio
October 9th, 2006È un tema che prima o poi dovevo toccare. Oltre ad essere una questione sulla quale, prima o poi, dovrò prendere la mia personale decisione.
Dio esiste? Perché ci si pone questa domanda? È, quello sul trascendente, un dubbio legittimo oppure non è altro che qualcosa originato solamente da esigenze dell’uomo?
Il credere, ma anche il non credere, non è qualcosa di facile da decidere. Tempo fa, qualcuno mi faceva notare che «una volta separato ciò che si sa da ciò in cui si crede, non è un problema credere.» Effettivamente è il modo di pensare che sembra più avvicinarsi al mio, una fede sì, ma senza pretese sul mondo fisico, senza dogmi che ci precludano la possibilità di conoscere il funzionamento dell’universo.
Già, ma una volta separato ciò che si sa da ciò in cui si crede, che ruolo attribuiamo a Dio? Che senso ha la sua esistenza? Tra l’altro, come definiamo la sua esistenza, esistenza di qualcosa di indefinibile? O forse, usando una metafora proveniente da Flatlandia, Dio è la sfera che vediamo come cerchio?
Probabilmente, ad un ateo questo post sembrerà insensato e io sembrerò idiota, per un credente sembrerà troppo poco ortodosso, per un agnostico, boh, spero che almeno un agnostico possa capire.
e perché Dio deve per forza avere un senso, fare qualcosa… :-)
forse sono troppe domande tutte in una volta.
E poi magari lui esiste, ma poi siamo noi a dargli caratteristiche, ruoli, decisioni; forse pretendiamo un poco troppo :-)
«Dio si conosce meglio nell’ignoranza.» (cit.)
È un’implicazione, con ogni probabilità. Ma non una coimplicazione…
la cosa buffa è che lo diceva un santo :D