Archive for August, 2006

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Giudicare

Wednesday, August 23rd, 2006

Giudicare. Difficile. Infelice.

Già, non vorremmo doverlo fare, ma accadono fatti che ci chiedono di giudicare. Anche se possiamo evitare di esprimere pubblicamente o privatamente il nostro giudizio, dobbiamo giudicare. Se non è necessario renderne conto a qualcuno, è ineluttabile renderne conto a noi stessi. Una decisione la si deve prendere.

Per giudicare si dovrebbe mettere da parte ogni idea preconcetta, affidarsi alla logica, ai propri principi etici. Ma spesso appare impossibile mettere da parte i sentimenti e i pregiudizi (sia positivi che negativi). Spesso non si riesce ad applicare la propria etica, spesso pensando a punti di vista differenti ci si accorge che si darebbero giudizi differenti. La paura di sbagliare nel giudizio diventa paura stessa nel giudicare.

E quando il giudizio che dobbiamo dare coinvolge anche i rapporti di fiducia che si hanno verso altre persone, ecco che giudicare diventa sconfortante.

Anche non riuscire a giudicare è sconfortante. O forse, come qualcuno mi ha fatto notare, non riuscirci è semplicemente umano.

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Essere noi stessi…

Sunday, August 13th, 2006

… essere noi stessi… argomento molto inflazionato, forse troppo. Ci si dovrebbe spendere molte parole e dare alcune definizioni in proposito per descriverlo adeguatamente, non è di certo l’intenzione di questo post. Ma mi è capitato in qualche modo di pensarci e di esprimere un pensiero in merito, in un commento a questo post di Frieda, lo stesso pensiero lo esprimo in modo migliore qui, con qualche riflessione aggiuntiva.
Troppo spesso il mondo ci chiede di essere diversi da chi siamo, cosa che rende difficile, se non talvolta impossibile, essere noi stessi. Probabilmente è la punizione perché, noi per primi, chiediamo al mondo di essere quello che vorremmo fosse, chiediamo agli altri di essere come noi vorremmo e magari lo pretendiamo pure.

Qualche volta però il mondo ci permette di essere noi stessi, qualcuno ci ama proprio perché siamo noi stessi e, allo stesso modo, amiamo alcuni aspetti del mondo per come sono, amiamo gli altri per come sono, senza pretese alcune.

Nella nostra vita ci troviamo ad affrontare molteplici situazioni simili. In alcuni momenti ci troviamo ad affrontare e superare difficoltà, non sempre in modo indolore. Ci troviamo, in altri momenti, ad essere felici, ammesso che sia possibile esserlo, od è sufficiente l’impressione di esserlo?. Forse la bellezza (ammesso che vi sia) della vita è data dall’alternanza di queste situazioni, dal modo in cui sappiamo affrontare i momenti difficili, dal felicitarci dei lieti istanti. Forse non vi è alcuna bellezza e forse la felicità non esiste, forse l’impressione di essere felici è solamente fonte di altri problemi e difficoltà.

Non ho di certo io la risposta e l’intenzione del post era lungi dal fornirne.

Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.
S.Q.

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Here we go…

Saturday, August 12th, 2006

“…tutto cambia, nulla si può fermare” F.B.

Già, da critico nei confronti dell’atto di tenere un diario, da contrario all’uso del blog come espressione più o meno ordinata dei propri pensieri e sentimenti, mi sono ritrovato ad aprire un blog dai contorni indefiniti.

A chi si rivolge il mio primo post? A potenziali lettori, se mai ne avrò. Lettori che diventeranno tali solo dopo che avranno letto questo post, solo dopo che io lo avrò scritto. Quindi, in questo istante, non avendo lettori, ho deciso di rivolgermi “al futuro o al passato, a un tempo in cui il pensiero è libero, quando gli uomini sono differenti l’uno dall’altro e non vivono soli… a un tempo in cui esiste la verità e quel che è fatto non può essere disfatto. Dall’età del livellamento, dall’età della solitudine, dall’età del Grande Fratello, dall’età del bipensiero… tanti saluti!” W.S.

Per far si che le ispirazioni che mi hanno spinto a creare un blog non rimangano un mistero assoluto, spendo due parole in merito, nel caso qualcuno vi fosse interessato. Riflessioni di impronta filosofica, teologica, epistemologica (ammesso che possa ritenermi in grado di elaborarle), ma anche critiche e commenti su ciò che concretamente ci sta intorno: vari frammenti di questo genere si assurgono, ogni tanto, nell’oscuro mandala del mio pensiero… ed ho la presunzione di ritenere  (probabilmente inutili da un punto di vista concreto) che siano degne di nota e di interesse da parte di qualcuno.

La decisione di aprire un blog si è condensata in parte grazie a questo post di Angel, in parte grazie alla lettura delle interessanti riflessioni di Palantir, in parte grazie ad una riflessione espressa da me in un commento ad un blog, che probabilmente scriverò anche qui. Un ringraziamento particolare va a Frieda che mi aveva gentilmente offerto un posto presso il suo sito, ma ho preferito rimanere distaccato, offerta ad ogni modo gradita.

Per quanto riguarda il titolo del blog è tratto dal titolo di una raccolta di Franco Battiato “Shadow, Light” unito ad un verso dello stesso artista della canzone “I’m that” dell’album “Dieci Stratagemmi”, che recita “The impenetrable gloom, of light intense”.

Per sapere di più su di me si veda qui. Con questo concludo il mio primo intervento, il primo lampo elettromagnetico ad ampio spettro, la prima riflessione in questo blog.