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Quantum reality

June 17th, 2008

«Per convincervi a non andar via solo perché questa conferenza vi risulterà incomprensibile, vi dirò che anche i miei studenti di fisica non capiscono queste cose. E non le capiscono perché non le capisco nemmeno io. Il fatto è che non le capisce nessuno.» Richard Feynman


«Dio non gioca a dadi con l’universo.» Albert Einstein, 1926

«Piantala di dire a Dio che cosa fare con i suoi dadi.» Niels Bohr

«Non solo Dio gioca a dadi, ma li getta laddove non possiamo vederli.» Richard Feynman


«È possibile che la Natura sia così assurda come ci appare in questi esperimenti atomici?» Werner Heisemberg

«Il punto essenziale non è se una teoria piaccia o non piaccia, ma se fornisca previsioni in accordo con gli esperimenti. [...] Dal punto divista del buon senso l’elettrodinamica quantistica descrive una natura assurda. Tuttavia è in perfetto accordo con i dati sperimentali. Mi auguro quindi che riuscirete ad accettare la Natura per quello che è: assurda.» Richard Feynman, 1985

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La teoria del quasi tutto

June 1st, 2008

Questa struttura, le profonde simmetrie dell’universo che sono nascoste al suo interno e le sue implicazioni per la nostra comprensione del mondo fisico: ecco ciò di cui voglio parlarvi in questo libro.

Robert Oerter. La teoria del quasi tutto. Il Modello Standard, il trionfo non celebrato della fisica moderna.

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Brave New War

May 30th, 2008

Ne Il Mondo Nuovo, Huxley ipotizzava la standardizzazione genetica degli individui. Gli embrioni destinati ad appartenere alle caste inferiori (Gamma, Delta ed Epsilon) venivano indotti a riprodursi, e così a cascata il procedimento veniva applicato gli embrioni ottenuti, fino ad un massimo di 96 embrioni a partire da un solo individuo. Il concetto di clonazione era ancora lontano dall’immaginario collettivo e poco si sapeva sul DNA. Nell’ipotesi di Huxley, la duplicazione veniva ottenuta bloccando lo sviluppo dell’embrione mediante un qualche tipo di stress, in reazione al quale l’embrione germogliava. Il tutto prendeva il nome di processo Bokanovsky.

Ottenere gruppi in numero variabile da 8 a 96 individui geneticamente identici permetteva di ottimizzare il rendimento produttivo di tali persone, presentando essi identica risposta ai condizionamenti chimici e psicologici durante l’infanzia. Il tipo di società del mondo nuovo tendeva a sopprimere l’identità dell’individuo in favore di una prospettiva collettiva, a maggior ragione per le caste inferiori, e questo impediva anche lo sviluppo di personalità diverse all’interno di questi gruppi di gemelli-cloni. La potenza di uno strumento simile per il controllo della società appare enorme.

Ma c’è un tema che la favola non tocca, e che è appena sfiorato da Ritorno al Mondo Nuovo: la guerra, o meglio, la guerra in una società di questo genere. Nel mondo di Huxley vi è un solo stato, un solo governo imperante: assenza e impossibilità di uno stato di guerra, ben lontano dalla situazione «la guerra è pace» in 1984 di Orwell.

Gruppi di individui pressoché identici prodotti in serie ed in gran quantità, condizionati ad accettare la morte come cosa naturale, con l’idea di «appartenere a tutti gli altri» sarebbero ideali come soldati. Ricorda qualcosa? Star Wars, i cloni e, poi, le truppe imperiali. Tutti cloni di un unico individuo, privi o quasi di personalità individuale, tutti con identica armatura-uniforme e tutti dietro una maschera. Lucas ha dichiarato, al fine di risolvere incongruenze tra le due trilogie, che le truppe imperiali non sono tutte cloni, ma il concetto rimane. Non so quanto fosse nelle intenzioni di Lucas rappresentare questo, ma l’immagine piatta che viene resa di tali truppe (anche se questo spesso avviene nei film quando si tratta di nemici) può essere vista come significativa in questo senso.

A latere, è interessante considerare come individui di questo genere non solo avrebbero meno paura della morte e sarebbero più determinati dell’azione, ma la loro morte stessa sarebbe vista come poco significativa, visto il valore nullo della loro personalità.

In sostanza, applicate l’efficienza produttiva delle caste inferiori del Mondo Nuovo ad un contesto in cui gli individui siano destinati alla guerra, pensate anche ai cloni di Star Wars e traete le vostre conclusioni.

Se questo sembra molto lontano, pensate al potere di certa propaganda di indurre nelle persone determinate volontà, idee, fanatismi: propaganda e condizionamento sono trattati accuratamente in Ritorno al Mondo Nuovo. A me vengono in mente Un anno sull’altopiano, Apocalypse Now e Full Metal Jacket.

E oggi? E domani?

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The killer awoke before dawn

May 25th, 2008

I’m not the sociable type. I know that.
Spend any amount of time around people, you get your heart broke. Treachery, hypocrisy. Promise of love.
Look into the mouth of a person, and you’ll find lies wriggling there like maggots waiting to grow wings. The world has gone mad.

A man could kill from sunup to sunset, and still his work would never be done.

Ernie Dell, before committing suicide. CSI: Crime Scene Investigation, “Loco Motive”.

«Kill, kill, kill, kill, kill, kill…»

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Fannysmackin’

May 25th, 2008

Ho detto che le parole di Grissom in quell’episodio erano uno specchio della realtà, vedendo quanto avviene in quell’episodio di CSI: Crime Scene Investigation una sorta di iperbole della realtà d’oggi. Le persone, e soprattutto i giovani, non hanno più vergogna né si sentono in colpa per ciò che fanno, a prescindere. E certe cose io le vedo tutti i giorni.

Non c’è niente che li trattenga dal rubare (anche se poi taglierebbero le mani agli stranieri che rubano, per non smentire la propria ipocrisia), drogarsi a scopo ludico et similia. Non c’è nulla che impedisca loro di stendere un velo omertoso su tutto quanto. Omertà, come per la mafia. Chiamiamo le cose con il loro nome. Tanto, perché dovrebbero sentirsi in colpa? Ah, «ma sono bravi ragazzi» vi assicureranno i genitori, spesso ignari, spesso assenti, spesso avulsi dalla realtà: la verità è che non hanno idea di come stiano davvero le cose. Ah, «ma sono ragazzi», «ma vogliono solo divertirsi».

Ma lo specchio si è infranto. Finché succedeva in un telefilm potevamo ingannarci, rassicurarci, nasconderci dietro l’apparente surrealità della cosa, troppo abominevole per pensare ad un suo verificarsi. Ma è accaduto e ciò è diventato realtà. Tragica e cruda realtà. Qualche settimana fa il fatto: un ragazzo picchiato a sangue senza alcun motivo. Senza alcun motivo, dei ragazzi volevano solamente picchiare qualcuno. E un ragazzo è morto. Morto. Non si torna indietro.

È tutto simile, terribilmente, a quell’episodio.  Un gruppo di giovani, “brave famiglie”, “bravi ragazzi” dicevano. Ma si divertivano a picchiare la gente. Anche a morte.

Rendiamoci conto di quello che sta accadendo alla società. L’inerzia è enorme. L’etica è morta, scomparsa, dissolta.

«[...] senza una coscienza, non c’è niente che ti impedisca di uccidere qualcuno. Evidentemente, non devi nemmeno sentirti in colpa.»

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Nebulæ

April 18th, 2008

Se nemmeno il tempo
rompesse il silenzio
echi di grida
spegnerebbero il cielo,
in tetre nebule
di vapori argentei.

Vapori in fiamme
alla morte
della stella.

Ispirato all’opera Live at Pompeii e di conseguenza dedicato ai Pink Floyd e al regista Adrian Maben.

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Povera patria

April 18th, 2008

E gli uomini vollero piuttosto le tenebre che la luce.
(Giovanni, III, 19)

Il sacrificio della patria nostra è consumato.
(Jacopo Ortis, Ultime lettere di Jacopo Ortis, Ugo Foscolo)

Così muore la democrazia: sotto scroscianti applausi.
(Padmé Naberrie Amidala, Star Wars Episode III: Revenge of the Sith)

Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature.
Se avremo ancora un po’ da vivere…

La primavera intanto tarda ad arrivare.

(Franco Battiato, Povera Patria, Come un cammello in una grondaia)

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Mad society

March 29th, 2008

Una bussola per la moralità può indicarti la direzione giusta ma non ti porta a destinazione. La nostra cultura sostiene che non devi più provare vergogna per quello che fai. E purtroppo questa città è fondata sul principio che non esiste qualcosa come la colpa: “Fa quello che vuoi, non ti giudicheremo”. Quindi, senza una coscienza, non c’è niente che ti impedisca di uccidere qualcuno. Evidentemente, non devi nemmeno sentirti in colpa.

Gil Grissom. CSI: Crime Scene Investigation. “Fannysmackin’”

Vivo in mezzo ai giovani. Credetemi. È terribile, ma questo è uno specchio della realtà.


Our moral compass can only point us in the right direction, it can’t make us go there. We live in a society that preaches ‘Do whatever you want,’ and that includes killing someone. This city is built on the foundation that you can do whatever you want. You can even kill somebody, and apperently you don’t even have to feel bad about it.

Gil Grissom. CSI: Crime Scene Investigation. “Fannysmackin’”

I live among the young people. Believe me. It’s terrible, but this is a mirror of the reality.

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Variazioni Gödel

March 22nd, 2008

  • Problemi per i quali è nota una procedura risolutiva certamente terminante in un tempo prevedibile.
  • Problemi per i quali è nota una procedura risolutiva certamente terminante in un tempo prevedibile, ma con una complessità, non polinomiale, che la rende impraticabile.
  • Problemi per i quali è nota una procedura risolutiva certamente terminante ma in un tempo non prevedibile.
  • Problemi per i quali è nota una procedura risolutiva che può essere terminante o non terminante, a seconda della soluzione.
  • Problemi per i quali non è nota alcuna procedura risolutiva ed esiste la possibilità che essa non esista, pur avendo il problema una soluzione determinata.

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Olismo o riduzionismo?

February 8th, 2008

Preludio e…

Non è facile trovare l’approccio giusto al problema, se non altro perché viene da chiedersi se sia realmente un problema o se ai fini di descrivere la realtà sia ininfluente.

Semplificando, l’olismo sostiene che un sistema (il tutto) sia maggiore della somma delle sue parti, mentre il riduzionismo sostiene che esso sia uguale alla somma delle sue parti.

Già a un livello di descrizione così semplificato si ha un’idea di quanto sia problematico costruire una riflessione sul tema. Innanzitutto non si sta parlando di grandezze fisiche o valori numerici, quindi maggiore, uguale e somma sono termini in qualche modo inappropriati. In secondo luogo, e questo sarà il punto fondamentale, va compreso cosa significa in questo caso essere, il che è tutt’altro che banale.

Premesso questo, veniamo al punto. Abbiamo spesso a che fare con sistemi il cui comportamento può, a seconda dei casi, essere ben noto e compreso a livello delle componenti elementari, oltre che deterministico e prevedibile a livello di fenomeni che coinvolgono il sistema nel suo complesso.

Si può pensare alle leggi dei gas: le particelle si muovono, anche se secondo le leggi della meccanica, in maniera caotica, ma il comportamento macroscopico è descrivibile con modelli relativamente semplici; è anche possibile, con una derivazione relativamente semplice, verificare la relazione tra l’energia cinetica media delle molecole e la temperatura del gas.

Si può pensare anche alla corrente elettrica: gli elettroni si muovono in modo casuale a velocità elevatissime, ma il loro flusso in un conduttore sottoposto a differenza di potenziale è, in un certo senso, ordinato e descrivibile con modelli ben precisi.

Ma man mano però che i sistemi diventano più complessi, si pensi ai sistemi climatici, ai sistemi sociali o al sistema complesso per eccellenza, il cervello umano, si perde di vista la correlazione tra i fenomeni che avvengono a livello elementare e i fenomeni ad alto livello, dati dal comportamento complessivo del sistema. A livello formale, i fenomeni ad alto livello possono essere talmente complessi da renderne molto difficile l’elaborazione di un modello a complessità accettabile, figuriamoci i problemi insiti nel descrivere la loro correlazione con la moltitudine di fenomeni elementari da cui derivano.

Il fatto di non riuscire a dare un tal tipo di descrizione implica di fatto che il sistema non sia riconducibile alla sola somma delle sue parti? Ma come possiamo ragionare su ciò che è il sistema se non ragionando sul migliore modello di esso che riusciamo a definire?

Il fatto che non si riesca a definire un modello che riconduca il comportamento complessivo di certi sistemi ai fenomeni di livello elementare è l’unico che si può constatare oggettivamente. E non ci dice né che il sistema è più della somma delle sue parti né che è uguale alla somma delle sue parti, piuttosto sembra che far perdere senso alla questione. Se ragioniamo, possiamo ragionare comunque su modelli del sistema, siano essi modelli matematici o modelli mentali, ma non possiamo che rimanere agnostici per quanto riguarda ciò che il sistema è.

Quindi, di fatto, che ragion d’essere ha la controversia tra olismo e riduzionismo se è ininfluente per quanto concerne la descrizione della realtà?

Come al solito, forse mi sfugge qualcosa, anche se a differenza di altre volte mi pare di esser arrivato ad una determinata conclusione. Si invitano i lettori ad correggere eventuali errori, fallacie e quant’altro o semplicemente ad esprimere la propria opinione.